Le critiche per la linea Politica tenuta in questi ultimi anni dalla sinistra italiana stavolta arrivano da dove meno ce lo si dovrebbe aspettare. È il noto giornalista di sinistra Federico Rampini, infatti, a rampognare i partiti di sinistra tricolori che, ultimamente, solo per trovare un pretesto per contrastare il governo formato da M5Se Lega, non hanno esitato a schierarsi con i burocrati europei come il Presidente della Commissione Ue, Jean Claude juncker, e il Presidente francese, Emmanuel Macron.

Le accuse durissime pronunciate da Rampini negli studi di Tagadà, il talk show pomeridiano di La7 condotto da Tiziana Panella, rischiano di scavare un solco nelle coscienze dei militanti del Pd e degli altri movimenti politici che ancora si definiscono di sinistra.

Rampini rampogna Macron: ‘Grandissimo impostore’

Ascoltando per la prima volta Federico Rampini, durante l’intervista rilasciata a Tagadà, nessuno potrebbe neanche lontanamente immaginare che il noto scrittore, da tempo residente a New York e divenuto cittadino americano, possa invece essere uno dei principali cantori di quella che un tempo si definiva sinistra italiana.

Sollecitato dalla Panella, Rampini dichiara che la sinistra italica è destinata a rimanere “minoritaria” finché farà il “tifo” per quello che definisce sprezzantemente il “partito dello straniero”. Infatti, prima si critica aspramente il governo Conte per aver ricevuto con tutti gli onori il presidente cinese Xi Jinping “appiattendoci sulla linea di Macron”. Ma due giorni subito dopo il presidente francese “fa esattamente la stessa cosa” facendosi “gli affari suoi”.

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Insomma, secondo Rampini, quelle di Macron sono solo “chiacchiere di un grandissimo impostore”, che si nasconde dietro allo sbandierato “europeismo” per coprire il suo “nazionalismo”. Detto in parole povere, per Rampini “la sinistra italiana che tifa per Macron è un’aberrazione” e noi italiani, aggiunge, “non possiamo essere il partito dell’estero, dobbiamo combattere l’austerity germanica, anche questo è un errore che sta facendo in questo momento la sinistra italiana”.

‘Juncker governava un paradiso fiscale’

L’altro fatale errore che starebbe commettendo la sinistra italiana, aggiunge Federico Rampini, sarebbe quello di “fare il tifo” persino per un personaggio come Jean Claude Juncker il quale, quando ricopriva il ruolo di premier del Lussemburgo, “ha governato un immondo paradiso fiscale dove le multinazionali, anche italiane, andavano a mettere la sede per non pagare le tasse nel proprio Paese”, finendo per impoverirci tutti.

Insomma, prosegue Rampini, “abbiamo meno risorse da spendere negli investimenti pubblici e nei servizi sociali perché tante multinazionali le tasse non le pagano e vanno in Lussemburgo: lo abbiamo fatto presidente della Commissione Ue. Poi ci sdraiamo sulla linea della rigidità dei parametri che era stata contestata per anni da Obama e da tutti gli economisti di sinistra americani. È un patrimonio nostro, della sinistra, l’aver contestato l’austerity.

Non possiamo adesso cambiare casacca solo perché c’è un governo italiano che è alle prese con queste rigidità europee”.

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