Marco Travaglio scatenato contro forza italia e Pd, finiti al centro delle ennesime inchieste per presunte tangenti e corruzione, rispettivamente in Lombardia e in Calabria. Ospite di Giovanni Floris a DiMartedì, il direttore del Fatto Quotidiano, da sempre impegnato nel denunciare le malefatte del potere, non ha lesinato critiche al vetriolo nei confronti degli eterni ‘nemici’ berlusconiani e Democratici.

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Secondo Travaglio, infatti, le ultime inchieste dimostrano come la “vera emergenza italiana” non sia certo rappresentata ad esempio dal falso problema dell’immigrazione, ma dalla corruzione di una classe politico-imprenditoriale bollata dal giornalista come la “più malfamata d’Europa”. A suo modo di vedere, insomma, la bassa crescita economica del nostro Paese sarebbe dovuta in gran parte a comportamenti illeciti della classe dirigente. Una nuova Tangentopoli che di diverso da quella originale ha solo il fatto che i politici di oggi “si accontentano di cifre miserabili”.

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Il video dell’intervista di Marco Travaglio a DiMartedì

“Oggi pioggia di arresti in Lombardia e in Piemonte - così il conduttore di DiMartedì Giovanni Floris introduce la domanda che sta per fare a Marco Travaglio - Esponenti politici di Forza Italia, amministratori pubblici e imprenditori. Intanto in Calabria finiscono sotto inchiesta per associazione a delinquere il presidente della Regione del Pd, il Sindaco di Cosenza di Forza Italia.

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Insomma, resta apertissima la questione della classe dirigente”. Un assist al bacio per il ‘giustizialista’ Travaglio il quale considera le due indagini parallele, quella nella “capitale morale” Milano e quella calabrese, come una “fotografia della vera emergenza italiana” che, a suo modo di vedere, “non sono gli immigrati o le altre scemenze che ci vengono spacciate per emergenze, ma la corruzione della classe politico-imprenditoriale più malfamata d’Europa”.

A detta del giornalista sarebbe “lì che c’è il vero freno a mano alla crescita in Italia: la corruzione e tutte le sue conseguenze come l’evasione fiscale, il ‘nero’, o irregolarità negli appalti, le opere pubbliche che costano il doppio”.

‘In Forza Italia fa curriculum essere pregiudicati’

“Noi abbiamo visto proprio le immagini di mazzette scambiate al tavolo di un bar, un consigliere a libro paga degli imprenditori, l’imprenditore legato alla ‘ndrangheta.

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Sono categorie pesantissime”, lo attizza ancora Floris. “L’unica novità rispetto a Tangentopoli, anzi, le uniche due novità rispetto a quell’inchiesta - precisa un Marco Travaglio elettrizzato - è che oggi i politici sono dei nani e quindi si accontentano di cifre miserabili. Si vendono per quasi niente rispetto a un tempo dove almeno si facevano pagare bene”. L’altra differenza rispetto a Mani Pulite, chiosa Travaglio, è la sempre più stabile presenza delle mafie “al tavolo degli appalti”, oltre al mancato “ricambio di classi dirigenti”.

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Il direttore del Fatto ricorda che, anche nella nuova inchiesta, sono presenti i nomi di persone già condannate anni fa per corruzione, ma che Forza Italia si era ben guardata dall’allontanare da ruoli di potere. Insomma, ironizza Travaglio, tra i berlusconiani “fa curriculum essere pregiudicati”. Emblematico della situazione drammatica è l’episodio, da lui citato, di un politico lombardo e di un imprenditore, già condannati uno a risarcire l’altro per concussione, ma, dopo anni dall’accaduto, ribeccati a scambiarsi il favore: l’abbonamento del risarcimento dovuto dal politico in cambio della concessione di appalti ‘facili’, “un accordo tra il concusso e il concussore di 15 anni fa per ricominciare esattamente da dove erano rimasti”.

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