La riforma costituzionale che si propone l'obiettivo di tagliare il numero dei parlamentari di circa un terzo, dopo il Senato, ha ricevuto il via libera anche dalla Camera. Ad opporsi è stato soltanto il centrosinistra. A questo punto, se tutto andrà come previsto, la manovra sarà varata in via definitiva entro Natale. Il Governo, molto coeso su questo punto (a differenza di altre questioni dove invece la situazione è complessa) esulta per il risultato raggiunto.

Approvato dalla Camera il Taglio dei parlamentari

La Camera ha dunque approvato la riforma costituzionale che si propone di tagliare oltre un terzo dei deputati e dei senatori.

Dopo esser stata trasmesso dal Senato, infatti la Riforma ha ricevuto ora un nuovo via libera. Se non ci saranno imprevisti lungo il tragitto, sembra ormai certo che il taglio sarà definitivamente confermato e messo in atto entro Natale. Secondo quanto previsto i deputati scenderanno da 630 a 400, e i senatori invece da 315 a 200.

Il Governo si è detto molto felice del risultato, in particolare per bocca del ministro per le riforme Riccardo Fraccaro, che ha definito questo evento "una tappa storica". A votare la riforma non sono state però soltanto le forze di governo coese, M5S e Lega, ma anche Forza Italia e Fratelli d'Italia, raggiungendo in tutto 310 sì. A opporsi invece è stato il Centrosinistra al completo (Pd,+Europa, Leu, Svp e Civica Popolare) raggiungendo 107 no.

I commenti delle forze politiche

Su questo punto il governo si è dimostrato estremamente unito, a differenza di altri temi su cui invece 5 Stelle e Lega continuano a discutere. Sempre il ministro Fraccaro ha affermato che questi tagli porteranno a un'evidente diminuzione delle spese, e inoltre i lavori parlamentari saranno più snelli e rapidi.

A detta della pentastellata Vittoria Baldino questa riforma garantirà una "maggior autorevolezza e responsabilità". A conferma della sua tesi porta l'esempio degli Stati Uniti, dove i senatori di un singolo stato sono soltanto 2.

Nonostante abbia votato a favore, Forza Italia, tramite Francesco Paolo Sisto, fa sapere invece che questo è un "sì condizionato", e che il definitivo assenso del partito di Berlusconi al riguardo dovrà essere conquistato in futuro.

A detta del Pd e del centrosinistra invece ci sarebbero dei problemi nella riforma evidenziati già da alcuni eminenti costituzionalisti. Per questo le forze dem avrebbero deciso di votare no. Secondo la loro posizione, è giusto tagliare il numero dei parlamentari, ma questo viene fatto mantenendo ancora il bicameralismo perfetto (l'Italia rimane l'unica Repubblica parlamentare ad utilizzare questo sistema). Secondo la sinistra, a questo punto, sarebbe stato meglio mettere in atto la riforma Boschi, e cioè organizzare una Camera unica con 500 deputati e creare un Senato delle Regioni.

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