Pochi minuti prima delle ore 14:00 di mercoledì 26 giugno, la capitana dell’imbarcazione Sea Watch 3, la tedesca Carola Rackete, ha rotto gli indugi decidendo di entrare senza permesso nelle acque territoriali italiane. Una sfida vera e propria alle autorità del Belpaese e, soprattutto, nei confronti del Ministro dell’Interno Matteo Salvini, padrino politico dei decreti sicurezza adottati per arginare lo sbarco di migranti clandestini.

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La Rackete afferma di aver voluto salvare in questo modo tutti e 42 i profughi ospitati a bordo della sua nave, visto che l’Europa li avrebbe abbandonati dopo 14 giorni passati in balia delle onde. Parole che, naturalmente, non impietosiscono il leader leghista che si è detto disposto a utilizzare tutti i mezzi legali per impedire lo sbarco. Intanto la Rackete, che ora rischia una denuncia e una multa salatissima, oltre al sequestro della Sea Watch 3, è divenuta un personaggio da copertina su tutti i principali organi di informazione italiani.

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L’unico a non tessere le sue presunte lodi umanitarie, però, è Diego Fusaro, il filosofo sovranista che la accus apertamente di nascondere indifferenza dietro l’amore che sembra dimostrare.

Diego Fusaro ‘affonda’ la capitana della Sea Watch citando Rousseau

Mentre, come già accennato, sulla stampa italiana, si fanno conoscere i minimi dettagli di quella che rischia di diventare l’eroina delle Ong e di tutti i loro sostenitori.

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Politica

C’è qualcuno che non vede proprio tutte rose e fiori in Carola Rackete. Si tratta di Diego Fusaro, il pensatore di idee gramsciane, eletto a simbolo culturale del sovranismo tricolore. Con due tweet pubblicati a poche ore di distanza l’uno dall’altro, infatti, Fusaro fulmina la Rackete. Nel primo cinguettio, postato alle 9:00 di mattina del 26 giugno, il filosofo riflette sul fatto che “sarebbe interessante chiedere a Carola Rackete”, la cosiddetta “capitana” della nave Sea Watch, “donde nasca in lei questa passione per le sventure lontane, al cospetto delle tante sventure vicine. Fusaro cita anche Jean-Jacques Rousseau, il quale affermava che “amare l'umanità è spesso l'alibi per non curarsi del proprio vicino di casa”.

Fusaro pubblica una fotografia di Carola Rackete

Insomma, secondo Diego Fusaro, per essere considerati buoni e generosi non bisogna andare a cercare di sanare le “sventure lontane”.

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Chi si comporta così, in realtà, non avrebbe nessuna voglia di occuparsi delle persone sfortunate che gli stanno da sempre accanto. Concetto ribadito poche ore dopo, quando il letterato di studi marxiani pubblica un’altro tweet, stavolta ancora più graffiante del primo. “Vedo il volto di chi nasconde dietro la nobile insegna dell'amore per l'Altro la propria indifferenza verso le sofferenze del popolo che gli sta intorno - scrive Fusaro a corollario di un’immagine di Carola Rackete da lui stesso postata - l'Altro non è mai chi ho di fronte e che, in quanto non coincidente con l'Altro, può essere lasciato in sofferenza”.

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