Il mese di luglio potrebbe rappresentare un passaggio cruciale per il futuro dell'Italia. La Commissione Europea, infatti, sotto la spinta dei Commissari Moscovici e Dombrovskis, sta valutando se aprire o no una procedura d'infrazione nei confronti del nostro Paese per eccesso di deficit. La decisione finale, tuttavia, non sarà nelle mani dei Commissari uscenti: si riuniranno, infatti, tutti i ministri delle finanze degli Stati membri dell'Ue e valuteranno la posizione dell'Italia. Dopo la decisione della Commissione Europea e l'eventuale tentativo di negoziato con il nostro Paese, il Consiglio potrebbe decidere di avviare il meccanismo della procedura d'infrazione nei confronti di Roma.

Spunti particolarmente interessanti provengono dal G20 di Fukuoka, dove il Ministro dell'Economia italiano, Giovanni Tria, ha avuto modo di avere un primo confronto con i colleghi europei. All'incontro era presente anche Pierre Moscovici, il commissario europeo con delega agli 'affari economici'. Entrambi hanno avuto modo di rilasciare dichiarazioni significative.

Tria manifesta ottimismo

Il numero uno del Mef ha inteso evidenziare come in lui alberghi la certezza che alla fine si riuscirà a trovare una soluzione in grado di scongiurare l'ipotesi di una procedura d'infrazione per l'Italia.

La sua convinzione nascerebbe dal fatto che il Governo italiano ha tutta l'intenzione di restare in regola con le norme fiscali. "Cercheremo - ha dichiarato - di dimostrare che il nostro programma riuscirà a riportare l'Italia in linea con gli impegni". Parole che lasciano trapelare un certo ottimismo e la voglia di trovare un accordo con Bruxelles.

Moscovici lascia le porte aperte, ma resta sulle sue posizioni

Pierre Moscovici, nei giorni scorsi, aveva dichiarato che le porte per l'Italia restano aperte.

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Concetto ribadito anche in Giappone, sebbene i paletti sembrino chiari. Il francese ha inteso mettere in evidenza come l'Europa, oggi, chiede all'Italia dati e cifre in grado di dimostrare la raggiungibilità degli obiettivi fiscali. A ciò si aggiunge la necessità di avere garanzie sul fatto che, per quest'anno, siano rispettati i limiti e centrati gli obiettivi su cui Bruxelles e Roma si erano messi d'accordo a fine 2018. È stato lo stesso Moscovici a rivelare come Tria abbia incontrato in Giappone già i colleghi europei.

"Tutti - prosegue Moscovici - sono preoccupati dalla situazione e nessuno vuole che sia lanciata la procedura contro l'Italia, ma tutti vogliamo che le regole comuni siano rispettate. Il Commissario europeo ha avuto, inoltre, modo di sottolineare come, a suo avviso, il Ministro dell'Economia sappia cosa fare per venire a capo di una situazione che rischia di farsi intricata.

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