Non si placa il botta e risposta tra Matteo Salvini ed il Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron. Tutto ha avuto inizio due giorni fa al termine di un incontro informale tra 14 ministri degli interni europei voluto fortemente dall'Eliseo e disertato polemicamente dal titolare del Viminale.

Al termine del meeting Emmanuel Macron ha attaccato Matteo Salvini per la sua assenza dichiarando l'intenzione di proporre in sede Europea la riapertura dei porti italiani per le navi umanitarie delle Ong. A sostegno della sua tesi aveva ribadito il fatto che chi soccorre in mare deve poter attraccare nel porto più vicino come previsto sia dai principi umanitari che dalle norme del diritto marittimo internazionale.

Salvini durante una diretta Facebook ha nuovamente rincarato la dose

Il Vice Presidente del consiglio Matteo Salvini aveva già risposto polemicamente alle dichiarazioni per Presidente francese alla notizia della proposta di far riaprire i nostri porti sostenendo che "l'Italia ha rialzato la testa, non prende ordini e non fa la dama di compagnia". Oggi, a mente fredda, ha voluto però rilanciare la polemica durante una lunga diretta trasmessa nel primo pomeriggio attraverso il suo profilo ufficiale di Facebook.

La riunione di Parigi, secondo il segretario della Lega, è stata organizzata in fretta e furia con pochissimi giorni di preavviso allo scopo di approvare la proposta di Emmanuel Macron di far diventare l'Italia il "campo profughi" d'Europa.

E a chi ha rinfacciato la sua assenza, ha ricordato che era presente alla riunione vera, quella ufficiale tenutasi ad Helsinki lo scorso fine settimana.

'Macron si crede di essere Napoleone, se la fa e se la canta da solo'

Con il tono sarcastico che lo contraddistingue durante le frequenti dirette trasmesse dai suoi canali social, Matteo Salvini si chiede se l'inquilino dell'Eliseo si creda di essere il nuovo Napoleone Bonaparte, pensando che tutti debbano seguire quello che lui decide di fare.

Per quanto riguarda l'oggetto principe della polemica, il Ministro dell'Interno invita il Presidente francese ad iniziare ad aprire i suoi porti della Corsica e di Marsiglia, se manifesta questo interesse a sostenere le esigenze delle navi delle Ong. Il documento che lui propone - ha ribadito - non sarà mai firmato dall'Italia poiché gli italiani non sono più né le dame di compagnia né gli schiavi di nessuno.

La dura reprimenda si è conclusa sostenendo di non essere disponibile a ricevere "lezioni di generosità e di democrazia" dal Presidente francese che mentre chiede di aprire i porti respinge puntualmente da tempo i migranti nei pressi del nostro confine.

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