La figura di Carola Rackete, negli ultimi giorni, ha diviso le opinioni. La scelta di forzare il blocco navale italiano, per molti, è stato il gesto meritevole di elogi, poiché si è trattato di un atto di coraggio da parte di chi, noncurante delle conseguenze, ha scelto di preservare le vite dei migranti a bordo delle Ong. Per altri, invece, il dato da sottolineare sopra ogni cosa è che la comandante è andata oltre la legge. I dibattiti sono stati aspri ed è per questo motivo che, attorno al gip di Agrigento Alessandra Vella, si è scatenata una vera e propria bufera dopo la scelta di revocare alla giovane donna tedesca la misura di custodia cautelare.

Il Consiglio Superiore della Magistratura ha, perciò, scelto di aprire una pratica a tutela del magistrato in servizio presso la città siciliana.

Vella accusata di aver preso una decisione politica

Il personaggio di Carola Rackete ha creato una profonda spaccatura nell'opinione pubblica. La sua posizione, nel tempo, sarà oggetto di un processo che valuterà se davvero la sua azione forzosa possa essere degna di sanzioni detentive e pecuniarie considerato che potrebbero esserle contestate infrazioni relative sia al codice navale che al decreto sicurezza in vigore in Italia. Nel frattempo la prima decisione su di lei, com'è noto, è stata presa proprio da Alessandra Vella. La toga agrigentina è finita in un vero e proprio tritacarne in cui si sono alternati pareri, come ad esempio, quello del Ministro Salvini che hanno gettato ombre su una decisione che, per certi versi, è stata quasi tacciata come se fosse stata "politica".

Addirittura nei giorni scorsi ha minacciato querele, attraverso il suo legale, per uno screenshot in cui un profilo Facebook con il suo nome manifestava felicità per il successo di una raccolta fondi per le Ong. Si è poi scoperto che il profilo era fake e il post creato ad arte.

L'istanza dovrà essere esaminata

Il gip, intanto, ha scelto di revocare la misura di custodia cautelare richiesta dal Pm, sulla base del fatto che, a suo avviso e secondo le leggi, l'azione di Carola Rackete, indipendentemente da quella che sarà la sua natura destinata ad essere accertata nei processi, sarebbe stata quantomeno giustificata dalla necessità di limitare i rischi per le condizioni igienico-sanitarie dei migranti che trasportava.

Gli attacchi ricevuti, soprattutto provenienti da ambienti politici, hanno fatto sì che, in seno al Csm, sia partita un'istanza, con firma di tutti i consiglieri, affinché venisse messa in atto una pratica a tutela del giudice Vella. L'istanza dovrà essere esaminata dalla Prima Commissione. Si attende di capire quando questo avverrà e quali, eventualmente, saranno le decisioni prese dall'organo.