A due giorni dalla fine del primo ciclo di consultazioni, in attesa di conoscere meglio le intenzioni di Movimento Cinque Stelle e Partito Democratico in merito ad una futura alleanza di governo, arrivano le parole di Salvini contro l'intesa denominata "giallorossa". In un recente post su Facebook il leader leghista ha attaccato Laura Boldrini e alcuni dirigenti del PD, che potrebbero tornare a ricoprire incarichi nell'esecutivo. Non si è fatta attendere la risposta dell'ex Presidente della Camera.

Il botta e risposta Salvini-Boldrini

In un video condivido sul suo profilo Facebook, Salvini ha attaccato il PD e il M5S, in merito alla trattativa che è stata avviata nelle ultime ore per arrivare ad un nuovo esecutivo. Il Ministro dell'Interno non sopporta l'idea di veder tornare nelle stanze del potere uomini come Matteo Renzi, Maria Elena Boschi, Pier Ferdinando Casini, Laura Boldrini, visto che sente notizie di spartizione di "poltrone e poltroncine".

Non è passato molto tempo per la replica accesa di Laura Boldrini, affidata ad un post sui Social Network. L'ex Presidente della Camera ricorda a Salvini di non essere mai stata al governo e di non aver mai trattato poltrone. E gli rinfaccia il fatto che sia proprio lui a parlare di poltrone, visto che è "da 26 anni in Politica a fare inciuci" e viene mantenuto da sempre con i soldi degli italiani.

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Politica Matteo Salvini

E, aggiungendo un tocco di pungente ironica, ammette di aver visto il capitano leghista stanco e poco lucido, poi attacca: "Prova a chiudere Facebook e a farti una passeggiata".

Scenari futuri

Questo messaggio di Salvini è sicuramente l'ennesimo tentativo da parte del leader della Lega di cercare di ricompattare la vecchia maggioranza che teneva in piedi l'esecutivo gialloverde, e cercare di attirare nuovamente a sé le simpatie e l'appoggio del MoVimento Cinque Stelle.

Finora però i risultati non ci sono stati e Salvini è probabilmente consapevole che solo eventuali elezioni potrebbero dar vita a nuovi equilibri parlamentari.

Piuttosto sembrano esserci buone probabilità per una possibile intesa tra i due partiti più votati alle elezioni del 4 marzo 2018: finora le trattative lasciano ben sperare. Il MoVimento sembra mettere tra le priorità più importanti il taglio dei parlamentari.

Da parte del Partito Democratico invece preme maggiormente l'urgenza di ridefinire la politica migratoria, intervenendo e modificando i decreti in tema di sicurezza e la politica umanitaria nei riguardi dei migranti e delle Ong. Su altre questioni come la TAV sicuramente ci sono posizioni distanti, ma quello che è emerso dai primi contatti tra i due partiti è che non ci sia niente di insormontabile.

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