Sulla prima pagina de Il Fatto Quotidiano solito appuntamento con l'editoriale di Marco Travaglio. La penna pungente del direttore si è cimentata in un articolo in cui sono arrivate stilettate abbastanza forti nei confronti del Partito Democratico, nel momento in cui si prova a trovare un'intesa che possa portare l'Italia da avere un esecutivo formato dai dem in supporto ai grillini. Il giornalista ha posto il proprio focus su quella che è la situazione interna del maggiore partito del centro-sinistra italiano evidenziando come, ad oggi, le diverse correnti presenti all'interno rappresentino l'ostacolo ad una linea comune e che, di fatto, portino ad una proposta politica che, senza mezzi termini, ha definito "programma di Miss Italia".

Il riferimento ironico va, naturalmente, alle presunte ovvietà che nell'immaginario collettivo vengono proferite dalle protagoniste dei concorsi di bellezza nel momento in cui prendono la parola.

Pd più manicomio che partito per Travaglio

Travaglio, nel suo editoriale, sottolinea come forse l'escalation mediatica di Matteo Salvini abbia rischiato di mettere in secondo piano i problemi del Partito Democratico.

Senza mezzi termini lo definisce "non un partito, ma un manicomio". Una considerazione che nasce dal fatto che, per due anni, erano state chiuse in maniera netta le porte al movimento Cinque Stelle per volontà di Renzi e degli esponenti della sua corrente, mentre adesso gli stessi, secondo il giornalista, fulminerebbero chiunque rifiuti le prospettive di intraprendere una direzione comune ai grillini.

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M5S Pd

I dem, a leggere l'editoriale, sembrano confermarsi un partito caratterizzato da tante, forse troppe, correnti. Tant'è che Travaglio manifesta preoccupazione rispetto alla possibilità che Di Maio "dopo mesi - scrive - di sevizie salviniane, ora rischi la labirintite all'inseguimento delle varie correnti pidine".

Travaglio sottolinea, inoltre, come Zingaretti e Delrio al cospetto di Mattarella siano riusciti a dire l'uno il contrario dell'altro.

Singolare risulta, inoltre, l'associazione che il giornalista fa tra il Partito Democratico e la Libia, sostenendo che trattare con l'uno sia lo stesso che trattare con il paese africano caratterizzato da una situazione politica in cui si fatica a determinare gli interlocutori più influenti.

Travaglio consiglia mutande di ghisa a Di Maio

Travaglio non manca, inoltre, di tirare una frecciata a quella che sarebbe la proposta politica insufficiente del Pd.

Non a caso parla del fatto che, oltre ad aver fatto trapelare un possibile veto su Conte premier e attaccato il taglio dei parlamentari, a suo avviso Zingaretti avrebbe sciorinato quello che lui definisce "il programma esistenziale di Miss Italia". "Manca solo - ha ironizzato Travaglio - la pace nel mondo".

Tuttavia, Travaglio sottolinea che, in attesa di capire se i veti da parte del Pd siano "roba seria o le solite fumisterie politichesi", se fosse al posto di Di Maio si munirebbe di "mutande di ghisa".

Secondo il giornalista, in questo momento, ci sarebbe l'occasione di sfidare Salvini "in stato comatoso e confusionale". Un'occasione che, secondo Travaglio, non durerà in eterno.

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