Bendato, ammanettato e con il capo chino. E' ritratto così uno degli indagati per l'omicidio del carabiniere Cerciello Rega, in uno scatto su cui si sta provando a far luce e che lo immortala all'interno di una caserma dei Carabinieri. Un'istantanea che sta facendo discutere e che non ha mancato di diventare motivo di critiche per il trattamento riservato dai militari agli accusati, intollerabile, secondo alcuni, in uno stato di diritto come quello italiano.

A ciò si aggiungono le eventuali ripercussioni e sull'eventuale validità dell'atto istruttorio che potrebbero nascere qualora i legali decidessero di sfruttarlo nell'ambito dell'evoluzione processuale della vicenda. A intervenire sul fatto, proponendo una propria opinione, è stato Vittorio Sgarbi. Attraverso un video pubblicato sul suo profilo Facebook, ha voluto sottolineare, qualora ce ne fosse bisogno, che in questa situazione c'è una sola vittima ed è il povero vice brigadiere, non mancando di mandare messaggi a quanti, almeno a suo dire, potrebbero aver dato troppa importanza a quello che sarebbe stato il trattamento riservato a uno degli indagati americani.

Sgarbi spiega l'accaduto

Lo scatto citato secondo Sgarbi non presupporrebbe alcun tipo di torto da parte dell'Arma dei Carabinieri. "Se uno - evidenzia - pensa ad un rapimento e ad una violenza l'immagine è forte. Poi leggiamo che è l'americano che ha ucciso il brigadiere. Non è l'assassino materiale, ma lo stesso. Erano due teste di ca... che hanno ucciso un carabiniere". La scelta di bendarlo e legarlo però avrebbe anche, nella sua ricostruzione, motivi legati prettamente alla sicurezza.

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"Non bisogna - evidenzia - picchiarlo, non bisogna frustarlo, non bisogna ferirlo. Mettere una banda e legarlo è una forma di difesa da uno che è stato violento in modo irrazionale e potrebbe diventarlo. Gli legano le mani perché temono possono usarle e lo bendano perché non vogliono fargli capire dov'è".

Sgarbi poi si scaglia anche contro chi ha parlato pubblicamente di azione evitabile da parte dei militari che lo avevano in custodia.. "Dov'è - tuona Sgarbi - il crimine, dove è il boomerang di cui parlano Mentana, Saviano e gli altri, nemici dei Carabinieri?".

Sgarbi sta dalla parte del Carabiniere trasferito

"Il militare - incalza Sgarbi - che ha fatto questo gesto viene cacciato via come se avesse fatto lui il crimine. Il crimine l'ha fatto l'arrestato, il bendato. Lo str... è lui. Il criminale è lui. Non rompete il ca... ogni volta".

Poi si lascia andare ad un commento in cui si mischiano amarezza e sarcasmo: "Disarmiamoli, togliamogli qualunque cosa, rendiamoli non operativi".

Poi manifesta vicinanza al carabiniere trasferito per aver legato l'indagato". "Davanti - afferma - al corpo di un amico senza vita non è che si vuole vendicare, ma cerca di avere una garanzia di sicurezza. Ha fatto benissimo quel militare, va lodato e le anime belle come Mentana e gli altri non capiscono un ca*** perchè davanti alla violenza bisogna difendersi'.

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