Lo scontro social tra Chef Rubio e Matteo Salvini è divenuto ormai un classico della politica italiana. Stavolta, però, il cuoco romano, noto più per le sue prese di posizione anti salviniane che non per le sue ricette, si è spinto forse un po’ oltre, riuscendo a mettersi contro persino un sindacato di polizia. La miccia che ha fatto esplodere il duro botta e risposta è stato un tweet pubblicato da Rubio nel giorno del voto di fiducia alla Camera ottenuto dal governo Conte Due.

Mentre era in corso il dibattito nell’aula di Montecitorio, nella omonima e antistante piazza si sono riuniti migliaia di simpatizzanti di Lega e Fratelli d’Italia per esprimere tutta la loro contrarietà all’accordo M5S-Pd e la calorosa solidarietà nei confronti di Salvini. Un’azione politica legittima, anche se non per forza condivisibile, alla quale però Chef Rubio ha reagito in maniera scomposta chiedendosi ironicamente perché le forze dell’ordine non avessero utilizzato la mano pesante con i “quattro gatti fasci” presenti in piazza. Accusa che ha provocato la piccata reazione di Valter Mazzetti, Segretario Generale del sindacato di polizia Fsp.

Il tweet di Chef Rubio: ‘Perché nessuno è stato pistato come l’uva?’

“Perché nessuno è stato pistato come l’uva?”. Si apre così, con questa domanda sconcertante, il tweet pubblicato da Chef Rubio sul suo profilo ufficiale il 9 settembre, giorno della fiducia alla Camera al governo Conte e della contemporanea manifestazione sovranista di Lega e Fd’I in piazza Montecitorio. Una domanda certamente provocatoria quella di Rubio, che accompagna una fotografia che ritrae la piazza gremita.

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Matteo Salvini Lega Nord

Ma lo Chef non si accontenta. “Perché nessun manifestante è stato perquisito, schedato e/o gonfiato di botte? - insiste dandosi pure una risposta - Semplice: perché non c’erano forze dell’ordine avvelenate o schierate. Evidente la disparità di trattamento in base all’ideologia politica”, Il cinguettio viene chiuso da un hashtag emblematico: ‘Dittatura’. Accuse pesanti come il piombo, quelle scagliate contro la polizia, che non potevano non aizzare un vespaio di polemiche sui social, con Rubio costretto a precisare e a difendersi.

La risposta della polizia: ‘Rubio pensi a spargere condimenti invece che odio’

Tra le molte manifestazioni di dissenso nei confronti dei concetti propagandati da Chef Rubio sulla rete, spicca quella di Valter Mazzetti, Segretario del sindacato di polizia Fsp.

“Con tutti i problemi e le criticità che il Paese si trova ad affrontare - scrive Mazzetti in una nota - risulta veramente di troppo dover assistere al fastidioso e sconcertante comportamento di chi si mette a sentenziare sulla bontà dell’operato delle Forze dell’ordine”. Secondo il sindacalista della polizia, quella di Rubio è stata una “incredibile, irresponsabile e diffamatoria uscita”. Mazzetti è infuriato.

“Invece che dare lezioni di gestione dell’ordine pubblico - prosegue nella sua invettiva - Rubio dovrebbe concentrarsi su pietanze e fornelli, dovrebbe pensare a spargere condimenti invece che odio verso migliaia di persone che servono lo Stato e i cittadini onestamente”. Contro accuse a cui Chef Rubio replica direttamente con un altro tweet in cui è costretto a fare un precipitoso passo indietro ammettendo che il suo “non era un invito a manganellare”.

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