Nicola Porro, nella sua consueta rubrica social "Zuppa di Porro", analizza ciò che sta succedendo sulla scena politica italiana in una fase in cui le scelte governative riguardano essenzialmente l'economia del Paese. Il giornalista è apparso particolarmente critico nei confronti di quella che potrebbe essere la scelta di aumentare le aliquote Iva per chi paga in contanti, assicurando uno sconto a chi sceglie di pagare beni o servizi attraverso sistemi tracciabili come le carte di credito o pagamenti elettronici in genere.

E, al di là dell'opportunità del metodo, a suo avviso, il dato di fatto basilare è che, comunque vada, si assisterà ad un aumento dell'Iva determinato dal fatto che, nella prossima manovra, sarebbero inseriti cinque miliardi in più provenienti dall'aliquota.

Per Porro l'Iva aumenterà

Ci sono prodotti, beni e servizi per i quali l'Iva è al 10%. Ed è evidente che Porro nella sua rassegna stampa faccia riferimento a quella gamma quando racconta come i giornali anticipino come potrebbe essere destinata a cambiare la tassazione.

L'intenzione sarebbe quella di portarla al 12% per chi paga in contanti e di farla scendere al 9% per chi sceglie di pagare con carta. Basandosi su quella che è, invece, un'indiscrezione de Il Sole 24 ore sottolinea che, nella prossima manovra, dovrebbero essere messi a bilancio cinque miliardi in più provenienti dall'Iva. Dunque non ci sta con i quotidiani che parlano di cambiamento e non di aumento: 'Evidentemente non potrà essere a saldo zero".

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Il dato risultante è che alcuni beni sarebbero destinati ad aumentare dal 10% al 12%, scenario per il quale avrebbero manifestato contrarietà, secondo quanto riferito da Porro, Confartigianato, Confesercenti e i renziani. Proprio su quest'ultimi il giornalista si lascia andare ad un'esclamazione ironica: "Vatti a fidare".

Porro contro il cashback ed il monopolio delle Poste

Nicola Porro spiega, inoltre, quale sarebbe il meccanismo del così detto cashback che potrebbe essere introdotto.

Nell'eventualità dovesse andare in vigore, chi scegliesse di pagare con la carta su alcuni beni si troverebbe addebitata l'Iva a pieno (12% con il nuovo regime?) per poi vedersi riaccreditato sul proprio conto il 3% dello sconto in un secondo momento. "Come se fosse Carrefour" evidenzia ironicamente Porro, prima di aggiungere: "È una mi..., non vale negli scambi tra imprese e con professionisti. È uno sconticino per chi vorrà prendere una carta di credito terrà dentro patente e tutto quanto".

Gli altri aspetti che non convincono Porro sono il fatto che tutto ciò sarebbe gestito dalle Poste, suscitando il malcontento dei concorrenti, e che, di fatto, si tratterebbe di un sistema attraverso cui l'Agenzia delle Entrate finirebbe per avere contezza degli acquisti un cittadino. "Si parla - ha concluso - di una roba che se la fanno è da impazzire".

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