Nella puntata di "Piazzapulita" su La7 di questo giovedì 24 ottobre è stato ospite Pierluigi Bersani, deputato di Articolo Uno nel gruppo di Liberi e Uguali, il quale si è soffermato su diversi aspetti di attualità, difendendo la Manovra economica, e sul futuro del Governo Conte II, che egli stesso sostiene, invitando i partiti di maggioranza a cambiare per trovare una vera unità in prospettiva.

Pierluigi Bersani su Renzi: 'Ce l'ha con la sinistra, se la vuole levare dalle scatole'

Bersani ha esordito parlando di Matteo Renzi: "Ce l'ha con la sinistra, se la vuole levare dalle scatole, è uno di centro, vuol assorbire quella parte della destra che non si riconosce nel salvinismo lepenista.

Ma la storia di Macron è particolare: lui è il mainstream dello stato francese, è un filosofo e banchiere, ma in una situazione di maggioritario e bipolarismo.Questo è un segnale. Era la cosa che Renzi voleva fare anche quanto era nel Pd: tagliare i ponti con ogni simbolo della sinistra e fare un partito personale. Non si era mai visto il segretario di un partito di sinistra che ha la sua fondazione e il suo luogo programmatico.

Ora nel Pd non ce la poteva fare e prova a farlo in una cosa sua. Ma c'è un piccolo particolare: in Italia non c'è purtroppo una storia di destra liberale: il massimo di destra liberale in questi ultimi trent'anni è stato un monopolista concessionario come Berlusconi. Uno che pensa di andare al centro si ritrova a destra a dire No alle tasse anziché No all'evasione fiscale".

Poi l'ex ministro ha proseguito su Renzi: "Vediamo quanti voti prende.

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Politica M5S

Ma ci sono anche le mosche cocchiere: quando lui dice ha voluto fare lui questo Governo mi pare che tutti gli credano e nessuno gli fa notare che la settimana prima li avrebbe ammazzati. Non è che forse lui percepiva che sarebbe successo? Perché questo qui ha percepito che succedeva. Non è che se uno dice di avere la bacchetta magica, allora tutti gli devono credere. Ognuno fa la sua partita, ma coi problemi che ha l'Italia non possiamo correre dietro a queste cose".

I limiti del Governo Conte secondo Bersani

L'ex segretario del PD ha poi continuato parlando di quando nel 2013 provò per primo a fare un Governo fra centrosinistra e M5S: "Io dissi di farmi partite e piuttosto di tenermi con la pistola alla tempia, con la loro sensibilità. Io rimango convinto che sarebbe stato meglio farlo sia per noi che per i 5 Stelle. Nel frattempo sono passati diversi anni, adesso è tutto più difficile perché i nostri popoli, pur attigui, si sono divisi: ma oggi è anche tutto più necessario".

Bersani ha poi parlato dei limiti del Governo Conte in carica: "Il limite di questo Governo non è nella sua azione, ma nel dato politico. L'azione di Governo ha cattiva stampa nonostante in un mese abbia tolto 26 miliardi di tasse e li attaccano perché ne hanno messi 5. Per la prima volta non hanno messo la clausola di salvaguardia, hanno messo soldi su scuola e sanità. Il difetto è che i quattro partiti di Governo non si sono detti cosa vogliono fare da grandi.

E' un'alleanza o cosa è? Io difendo la Manovra, ma non si sente la coralità di un Governo che ancora non percepisce sé stesso come un'alleanza. Non c'è ancora l'anima dell'alleanza".

Bersani: 'Sia la sinistra che il M5S devono cambiare'

Il deputato di LeU ha poi fatto delle proposte per il futuro: "La sinistra deve lasciarsi alle spalle una stagione dove sono stati fatti degli errori seri verso il nostro popolo, deve farlo con una fase creativa, un appello largo, un tavolo nuovo, un nuovo inizio senza stare sui vecchi passi.

I 5 Stelle invece dovrebbero cambiare il loro meccanismo di partecipazione interna, questa cosa serve all'Italia, ma non sta in piedi un sistema in cui il capo politico può essere smentito solo dalla piattaforma Rousseau che però viene interpellata dal capo politico. Insomma non è possibile che ci sia questa mancanza di trasparenza. La sinistra, senza abiure, deve costruire qualcosa di nuovo anche a partire dai contenuti. E i 5 Stelle devono iniziare a prendere decisioni in modo più consueto. Con queste due cose diventa tutto più facile".

Infine Bersani ha concluso: "Non ho mai detto che Salvini è fascista, ma che lo sta sdoganando. Dico che l'Italia da mille anni ha interesse nei mercati aperti, per importare materie prime che non ha a buoni prezzi e deve poter esportare le cose che sa fare bene, senza dazi. La destra protezionista, nazionalista e sovranista di Trump e di Salvini ci darebbe un'Italia più autoritaria e più povera. Questa è la mia obiezione a Salvini".

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