In occasione della puntata di questo venerdì 11 ottobre di "Otto e Mezzo" su La7 Nicola Zingaretti, segretario nazionale del Partito Democratico, è stato intervistato da Lilli Gruber e da Luca Telese, e si è soffermato su diversi aspetti, in particolare sul rapporto col M5S e sul futuro dei rapporti fra le varie forze politiche.

Nicola Zingaretti su economia e immigrazione

Il segretario del Pd ha esordito dicendo: "Ora la priorità è la riduzione delle tasse sui redditi medio-bassi.

I sindacati fanno bene a dire che è poco, ma io faccio notare che in queste poche settimane lo Spread è sceso da 250 a 150 e questo ha significato rimettere nelle tasche degli italiani 1,5 miliardi di interessi in meno. Il Governo giallo-verde invece aveva bruciato 20 miliardi di interessi in 15 mesi. Ora basta fare provvedimenti basati sulla contrapposizione con l'Europa. Il nostro ministro Gualtieri ha invece ottenuto 14 miliardi di flessibilità dall'Europa".

Zingaretti ha poi aggiunto: "Sullo Ius Culturae è vero che non fa parte del programma di Governo, ma noi faremo il possibile per portarlo avanti nelle sedi parlamentari. Mentre sui Decreti sicurezza nel programma di Governo è scritto che almeno si seguano almeno i rilievi del Presidente della Repubblica. Ma tutta la maggioranza dovrà impegnarsi a costruire una nuova Politica sull'immigrazione, diversa da quella di Salvini".

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Zingaretti: 'Con M5S stiamo costruendo un rapporto fra persone che si fidano l'una dell'altra'

Il segretario dei dem ha poi detto: "I miei ministri oggi non sono solo quelli del PD, ma tutti quelli di questo Governo. Dobbiamo mettere una pietra tombale sull'idea che l'obiettivo dei leader sia raccattare voti solo parlando male degli altri. Io oggi ho una squadra di Governo unica (...) La novità di questa fase storica fra noi e M5S è che non contempliamo le differenze, ci concentriamo sulle cose che fanno fare dei passi avanti".

Aggiungendo poi: "Con Di Maio è vero che ci vediamo poco anche perché non siamo due ministri, ma le volte in cui abbiamo preso delle decisioni sono state sempre molto utili. Noi stiamo costruendo un rapporto fra persone che si fidano l'una dell'altra. Lui mi sta pure simpatico, ma non è questo il punto".

Il segretario del PD parla delle future alleanze

Nicola Zingaretti ha poi proseguito spiegando: "Il PD e il M5S oggi rappresentano insieme circa, o oltre, il 40% dell'elettorato italiano.

Se poi allarghiamo anche agli alleati avremmo una potenziale alleanza che va attorno al 47-48%. Ovviamente contiamo anche Italia Viva di Renzi, da parte mia non c'è nessuna preclusione. Si pensi che appena 70 giorni fa il 70% della rappresentanza politica italiana era fra Lega e M5S, mentre le forze del campo di centrosinistra erano sotto al 27%. Oggi non c'è un'alleanza così detta: ma c'è un accordo di Governo e c'è una missione che ho chiaro.

Dobbiamo provare a costruire un nuovo centrosinistra, in questo l'Umbria è un primo esperimento. Io parlo di una visione generale. C'è un lavoro da fare, spetta alla politica farlo: ripeto, ci sono delle forze politiche che rappresentano dal 45 al 48% degli italiani. Vogliamo provare a farla diventare un'alleanza? Io dico sì, è la mia missione. Altrimenti torna Matteo Salvini".

In conclusione Zingaretti ha affermato: "Ora l'obiettivo è fare tante cose utili per il Paese. Ma se si dovesse avere una crisi di Governo noi non avremmo certo paura di andare alle elezioni. Noi siamo stati coerenti e leali sostenitori di questo Governo. Anche in queste ore si sta dimostrando con Digital Tax, Piano Casa, assegno per i figli e blocco dell'IVA. Dal Papeete a questa agenda c'è in mezzo un universo mondo. Io lotto per andare avanti, ma se ci dovesse essere una crisi di Governo noi non avremmo certo paura del voto".

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