Nei giorni scorsi Luigi Di Maio, da Ministro degli Esteri, ha presentato un decreto attraverso cui si riducono a quattro mesi i tempi per stabilire se un migrante deve essere rimpatriato, un fatto che ha vantato con grande orgoglio, ricordando come non si fosse mai fatto nulla in merito. Nella mattinata di domenica, invece, Matteo Salvini ha attaccato il nuovo governo rispetto al fatto che gli sbarchi non solo siano aumentati, ma evidenziando che adesso gli sbarcati vengono redistribuiti nelle regioni del Bel Paese.

Una frecciata mal digerita da Luigi Di Maio, che ha affermato che il leghista farebbe meglio a tacere alla luce del fatto che non si sta facendo altro che applicare il suo metodo utilizzato nei quattordici mesi da Ministro dell'Interno.

Salvini parla di 'governo del tradimento'

Matteo Salvini, sul suo profilo Facebook, ha condiviso un articolo tratto da il giornale "La Verità" in cui si rivela come si stia provvedendo a distribuire migranti in tre regioni a conduzione PD.

Salvini, definendo l'esecutivo governo del tradimento, passa all'attacco. "Con la Lega - evidenzia - gli sbarchi diminuivano e i grandi centri per immigrati come Mineo, Cona e Bagnoli venivano chiusi". Poi è particolarmente critico nel delineare gli sbarchi che si starebbero delineando: "Gli sbarchi si sono subito moltiplicati, le strutture di accoglienza sono tornate nel caos e il governo manda clandestini in giro per l’Italia".

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Politica Matteo Salvini

Di Maio difende il governo

Chiamato a rispondere sulle parole scritte sui social da Matteo Salvini, Luigi Di Maio ha risposto in maniera chiara: "Seguiamo il suo metodo da Ministro dell'Interno sui ricollocamenti. Nei quattordici mesi di governo - ha evidenziato il Ministro degli Esteri - ha redistribuito i migranti che arrivavano nei centri che c'erano sul territorio nazionale". Poi l'affondo su Salvini è arrivato relativo a quelle che sarebbero le statistiche sugli sbarchi: "È bene che in questi casi si taccia senza fare propaganda.

Stiamo affrontando il tema sui migranti con il decreto sui rimpatri, perché eravamo all'anno zero. Durante il governo precedente arrivavano continuamente barchi e imbarcazioni e sbarcavano migranti, le Ong erano il 10% e il 90% erano piccole imbarcazioni.

Di Maio ha difeso, inoltre, l'operato del governo relativamente agli accordi che si stanno portando a compimento con gli altri paesi e al decreto sui rimpatri: "Chi arriva viene redistribuito in Europa, ma non mi accontento.

Chi arriva non deve stare qui, deve essere riportato a casa. Con il nuovo decreto del piano Rimpatri Sicuri accorciamo i tempi per decidere se una persona può stare qua o deve tornare a casa. Da un anno o due, adesso servono solo quattro mesi. Però se può stare qui, può stare in tutta Europa ed anche questo è un accordo che abbiamo raggiunto".

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