Per Fratelli d'Italia l'istituzione di una commissione finalizzata a prevenire e debellare eventuali fenomeni di odio, razzismo e discriminazione non è una priorità, anzi. Il partito di Giorgia Meloni, così come Lega e Forza Italia, hanno scelto di non sostenere la proposta di Liliana Segre, sopravvissuta al campo di concentramento ad Auschwitz. Una posizione che è stata spiegata da Giorgia Meloni che, pur manifestando totale ostilità al razzismo e all'antisemitismo, ha inteso ribadire la ferma intenzione di non sostenere ciò che, secondo lei, potrebbe rivelarsi una censura Politica.

Per la Meloni questa commissione è una vecchia idea della Boldrini

Gorgia Meloni nel corso di una sua diretta Facebook ha messo in risalto come la commissione di cui si parla in questi giorni non rappresenterebbe un'idea nuova. In particolare evidenzia come rappresenterebbe un concetto già proposto nel corso della scorsa legislatura e che sarebbe stata un'idea dall'ex Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini.

La leader di Fratelli d'Italia non sembra convinta da quello che potrebbe essere un allargamento della funzione, oltre a quelle di lotta all'antisemitismo e al razzismo. La funzione dell'eventuale commissione sarebbe anche quello di contrastare anche chi "è portatore di idee nazionaliste, etnocentriste e chi diffonde stereotipi o pregiudizi".

La Meloni fa esempi di presunto etnocentrismo

Il rischio è che, tra i penalizzati, possano esserci anche alcuni esponenti politici di rilievo e tutti appartenenti al centro-destra.

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"Io credo - evidenzia - che il nazionalismo non sia un reato. Io mi considerato una patriota, più che una nazionalista. Oggettivamente, però, non si è capito perché uno che si considera nazionalista dovrebbe essere segnalato e gli si debba chiudere una pagina Facebook".

Poi prova a spiegare quali potrebbero essere i contestati fenomeni di etnocentrismo. Secondo la leader di Fratelli d'Italia, per la sinistra, dire 'Prima gli italiani' rappresenterebbe un esempio di etnocentrismo, ed è noto come si tratti del motto di Salvini: "Dire che l'immigrazione incontrollata incide nell'aumento dei reati è un pregiudizio o uno stereotipo, così come dire che molti rom non mandano i figli a scuola".

A quel punto arriva l'affondo politico. "Questa commissione, in realtà, non serve - tuona - a combattere l'antisemitismo e non a caso nasceva nella scorsa legislatura, ma per mettere il bavaglio a tutti quelli che non la pensano come quelli di sinistra". Parole che perciò sono destinate a far discutere, ma che spiegano il no di Fratelli d'Italia all'idea di una commissione contro il razzismo, almeno per come sarebbe concepita attualmente.

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