Il senatore Gianluigi Paragone continua ad essere una delle anime più critiche all'interno del Movimento Cinque Stelle. Il senatore grillino non aveva gradito l'alleanza con il Partito Democratico e adesso non le manda a dire sull'atteggiamento che il governo italiano dovrebbe prendere nei confronti del Mes. Nel corso di un'intervista rilasciata a Radio Cusano Campus ha manifestato tutte le sue perplessità nei confronti del Fondo Salva Stati e ha palesato l'intenzione di non votare mai a favore, in barba a quello che potrebbe essere l'orientamento grillino.
Secondo Paragone Europa teme debito italiano
Paragone, nel corso della sua intervista, non ha avuto particolari remore nel sottolineare come, a suo avviso, la riforma del Mes sia stata messa a punto proprio in funzione dell'Italia. In Europa ci sarebbe paura, a suo avviso, del debito pubblico italiano. E' noto come i cambiamenti che potrebbero essere messi in atto potrebbero chiamare l'Italia a fare sacrifici importanti e che, al momento, solo il Parlamento potrebbe mettere il veto. In particolare Paragone ritiene singolare e degno di riflessione il fatto i membri del Mes godano di una immunità totale. "È normale - sottolinea - che Gentiloni dica basta polemiche perché danneggiano i mercati?.
Secondo il senatore grillino si tratterebbe di un interrogativo in grado di confermare che l'Unione Europea con il popolo e la politica non c'entri nulla.
Paragone voterà contro
Toccherà al Parlamento, perciò, valutare se porre il veto o meno alla possibilità che l'Italia finisca per aderire alla riforma del Mes, con annessi sacrifici economici. "Io - evidenzia Paragone - non lo voterò mai, non vado a rovinare la vita degli italiani e non voglio lasciare a Salvini la bandiera di una lotta di buonsenso".Paragone non manca, inoltre, di sottolineare di come senta dire a Conte "cose diverse da quelle che erano scritte nel programma Movimento Cinque Stelle". Il senatore sembra anche particolarmente insofferente all'idea che i grillini , nel tempo, possano aver acquisito una direzione fin troppo europeista.
Se così fosse, l'orientamento dell'ex giornalista televisivo è chiaro: 'Mi sbatta fuori'. Una posizione rigida che nasce dal fatto che, a suo avviso, si rischia di cambiare posizione e strategie che la gente aveva scelto di votare. Non a caso da Paragone parte l'invito a chi avesse deciso di cambiare idea a scendere n piazza e a dire chiaramente di essere diventati "europeisti". Si tratterebbe di uno scenario che, a quel punto, porterebbe i grillini a prendersi i 'vaffa...' della gente. Gli stessi che, in precedenza, agli albori del M5s si rivolgevano alle caste.