Stefano Bonaccini e Lucia Borgonzoni sono i protagonisti di una partita che potrebbe essere cruciale. Il riferimento va, naturalmente, alle prossime elezioni regionali in Emilia Romagna, dove la sfida sarà importante sia per il territorio che per i potenziali sviluppi della politica nazionale. Da una parte i cittadini avranno la possibilità di scegliere la strada della continuità con il candidato del centrosinistra, dall'altra potranno, eventualmente, segnare un punto di rottura storico con la donna scelta dal centrodestra.

Al momento diversi sondaggi annunciano una forbice non molto ampia tra i due. In particolare l'ultimo, quello di Emg Acqua e diffuso dalla trasmissione Rai Agorà, vede Bonaccini ancora avanti.

Dopo l'Umbria, la Lega punta sull'Emilia Romagna

E' noto come l'obiettivo del centodestra sia quello di bissare il successo ottenuto in Umbria. Riuscire ad espugnare un'altra roccaforte rossa, rischierebbe di mettere in discussione persino l'intesa nazionale tra Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle, esistente quantomeno a livello governativo.

Scendendo, però, nel dettaglio della tornata elettorale dell'Emilia Romagna, occorre precisare che il Partito Democratico ed il centrosinistra correranno senza il M5S. I grillini, per bocca del loro leader Di Maio, ha annunciato che l'esperimento umbro è fallito. Nonostante questo Stefano Bonaccini è accreditato da diversi sondaggi come come lui può essere considerato avanti. Anche il sondaggio di Emg Acqua, come detto, lo vede stare davanti a Lucia Borgonzoni.

Al momento, infatti, gli si viene riconosciuta, attraverso le intenzioni di voto palesate, una percentuale pari al 46,5%.

Borgonzoni vicina, M5s molto indietro

Alla data fatidica, cioè il 26 gennaio, manca più di un mese. Da ora in avanti i sottili equilibri che i sondaggi rivelano esserci potrebbero essere alterati da diversi fattori. Secondo quelle che sono le percentuali che Emg Acqua riconosce a Lucia Borgonzoni, si può dire che il centrodestra ripartirebbe da un 44%.

Un dato che, al momento, sarebbe sinonimo di 2,5 punti percentuali di ritardo. Si tratterebbe di un'inezia, ma occorre sempre precisare che si tratta di rilevazioni basata su sondaggi e non possono avere la pretesa di rappresentare misurazioni oggettivamente valide del consenso. A meno che non ci siano ampi distacchi. Come quello che, suo malgrado, il Movimento Cinque Stelle deve tenere in considerazioni a suo carico.

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Un eventuale candidato grillino risulta al momento accreditato di solo il 5,5%. L'ennesima dimostrazione che, al di là del periodo attuale non felice, i pentastellati soffrono nella maggior parte delle elezioni amminstrative. Ad altri, invece, è accreditato un consenso pari al 4%.

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