Tanto tuonò che piovve. Si può commentare così la scelta del senatore Ugo Grassi di lasciare il Movimento Cinque Stelle per aderire alla Lega. Da tempo si mormorava, soprattutto in Senato, della presenza di qualche esponente grillino che non vedesse di buon occhio l'intesa con il Partito Democratico e alcune scelte dei vertici. Luigi Di Maio, dal canto suo, non le ha mandate a dire. Ha parlato di "mercato delle vacche" ed ha invitato i parlamentari che volessero cambiare casacca a rendere pubbliche eventuali tariffe per cambi di partito.

Grassi salutato con entusiasmo dalla Lega

La notizia è arrivata direttamente con una nota resa pubblica dalla Lega. Il Carroccio ha, infatti, dato il benvenuto al senatore del Movimento Cinque Stelle Ugo Grassi. Una new entry salutata con soddisfazione dal partito di Matteo Salvini che ha detto a chiare lettere come le porte restino aperte a chi, non sentendosi succube del Partito Democratico, può portare idee positive con coerenza, competenza e serietà. Dal canto suo il senatore Grassi ha detto di non aver maturato la decisione per un suo personale cambiamento di rotta.

Ciò che lo ha convinto a cambiare bandiera, secondo quanto dichiara in una lettera, è il fatto che i vertici grillini avrebbero scelto di guidare l'Italia "con la granitica convinzione di essere i depositari del vero e di poter assumere ogni decisione in totale solitudine". Ha, inoltre, etichettato l'inizio della sua esperienza in seno alla Lega di Matteo Salvini come una "seconda opportunità" per raggiungere gli obiettivi che si era prefissato all'inizio della sua avventura politica.

Di Maio parla di 'mercato delle vacche'

Il fatto ha naturalmente suscitato la reazione piccata da parte di Luigi Di Maio. "Se ci sono - ha detto - persone vogliono lasciare il M5S non raccontino balle ai cittadini. Non è per il Mes". Il capo politico grillino ha anche consigliato ironicamente il da farsi: "Consegnino una bella lettera al Presidente del Senato e dicano chiaramente che vogliono cambiare casacca, tradendo il mandato che gli hanno dato".

"Non c'è niente di male - ha proseguito - a cambiare un'idea su una forza politica. Ma se cambi idea, ti dimetti, torni a casa e ti fai rieleggere". "Possono mettere - ha incalzato Di Maio - in allegato il listino prezzi dei senatori del mercato delle vacche che ha aperto Salvini in Senato. Ci ricorda lo stesso mercato delle vacche di Silvio Berlusconi ai tempi di De Gregorio. Non so se le dinamiche sono le stesse e non lo posso sapere".

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Porte aperte anche in uscita per il M5S. "Se queste persone - ha tuonato Di Maio - sentono il bisogno di continuare la loro carriera in un altro partito, perché non pensano che il M5s possa dargli lo stesso potere o la stessa capacità di gestire il proprio ruolo in maniera individualista, possono passare altrove, ma non raccontino balle ai cittadini".

Il numero uno del M5s non manca di lanciare qualche sospetto: "Gli hanno promesso qualcosa nelle prossime elezioni regionali?

Gli hanno promesso un seggio nelle prossime elezioni regionali? Dicano chiaramente quanto costa un senatore per la Lega. E' semplicemente la solita dinamica di voltagabbana degli ultimi trenta-quarant'anni. La abbiamo sempre vista e l'abbiamo sempre combattuta".

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