In seguito alle richieste avanzate negli ultimi giorni, il Viminale ha dato l'annuncio ufficiale: alle navi Open Arms e Sea Watch 3 (recentemente al centro di una battaglia legale per il comportamento della comandante Carola Rackete) sono stati assegnati, rispettivamente, i porti di Messina e Taranto. Non si sono fatte attendere le proteste della Lega sezione Puglia.

Il Ministero dell'Interno dà il via libera allo sbarco in Puglia

Secondo una nota diffusa dal Viminale, Francia, Germania, Portogallo e Irlanda avrebbero già dato la loro piena disponibilità ad accogliere a bordo i richiedenti asilo.

Il ministero dell'Interno ha voluto specificare che "la disponibilità è stata accordata sulla base della procedura di ridistribuzione dei migranti avviata dall'Unione Europea in base al pre-accordo di Malta".

Coloro che sbarcheranno presso il porto di Taranto verranno poi trasferiti al "Cara" di Bari, il centro di accoglienza istituito nel capoluogo pugliese.

A protestare in merito allo sbarco a Taranto è il deputato della Lega Rossano Sasso. Sasso lamenta come il tacco dello stivale sia diventato meta fissa di tutte le ONG europee.

"Stavolta tocca alla Sea Watch, che farà sbarcare un centinaio di immigrati dei quali come al solito non sappiamo nulla, ma di certo non è la prima volta che accade". Sasso aggiunge che l'unica certezza è che la Puglia sta diventando il "campo profughi d'Europa", lamentando come "gli stranieri vengono a scegliersi con tutta calma quale immigrato portarsi a casa".

Il deputato si riferisce all'operazione di smistamento che dovrebbe essere effettuata, dopo gli sbarchi, dalle forze armate degli stati con cui sono stati presi accordi.

Il condizionale è d'obbligo, perché nella nota di Sasso si legge che "gli immigrati sbarcati mesi fa a quest'ora dovrebbero trovarsi in altri Paesi, e invece sono ancora tutti in Puglia". Il partito di Sasso, la Lega, si batte da sempre contro l'immigrazione, e Sasso ha specificato che assisterà in prima persona alle operazioni di sbarco che si effettueranno a Taranto, in segno di protesta e per ribadire l'opinione sua e di chi ha votato il suo partito.

La reazione di Sea Watch

La nave "Sea Watch 3" ha a bordo ben 119 migranti soccorsi in 3 distinti interventi nei giorni scorsi, tutti avvenuti nelle acque Mediterranee. L'Open Arms, invece, ne ha 118. L'ultimo intervento di Sea Watch ha avuto luogo in acque Sar (Search and Rescue) maltesi, e al momento la nave si trova a sud est della Sicilia: a bordo ci sarebbero numerose donne con bambini che in questi giorni hanno dovuto affrontare forte maltempo, caratterizzato da piogge e grandinate, che hanno reso le acque molto mosse.

La ONG ha reagito su Twitter alla notizia dell'apertura del porto di Taranto: "Siamo felici che i nostri ospiti possono finalmente fare un passo sulla terra sicura, ma c'è ancora molto che deve essere cambiato: dagli opachi accordi con la Libia agli abusi sui migranti finanziati dall'UE".

Il riferimento alla Libia è d'obbligo: spesso le operazioni vengono interrotte dalla guardia costiera libica che riporta i migranti sulla terraferma con la forza, e addirittura prima di partire i migranti verrbbero torturati, subendo svariati abusi.

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