Discontinuità. Era una delle parole chiave con le quali il governo Conte 2 si era insediato e relazionato con il primo esecutivo presieduto da colui il quale si è autodefinito "avvocato del popolo". Il riferimento era a temi come l'immigrazione, affrontati di petto con la presenza di Salvini e che, con il Pd nella maggioranza, sarebbe dovuto diventare oggetto di un'altra Politica: quella del dialogo con l'Europa. Sulla base di queste intenzioni l'Italia ha partecipato a vertici come quello di Malta dove, lo scorso settembre, con Germania, Francia e, per l'appunto, Malta si era, tra i vari Ministri dell'Interno, discusso di un possibile accordo di redistribuzione.

Nel corso della trasmissione Quarta Repubblica Alessandro Meluzzi si è scagliato proprio contro i risultati di quell'evento, manifestando anche inquietudine verso eventuali politiche di accoglienza incondizionata alla luce di certi numeri.

Meluzzi sottolinea come nessuno prenda i migranti

Nel corso della trasmissione Quarta Repubblica si è posto l'accento sul fatto che la Germania, nell'accoglienza dei migranti, sembra quasi affidarsi ad una propria discrezionalità. Un campanello d'allarme che non sembra rappresentare una sorpresa per Meluzzi.

Interpellato da Porro, nell'analizzare la situazione ritorna proprio a ciò che è accaduto a La Valletta. In riferimento ad un servizio andato in onda è stato, infatti, particolarmente chiaro. "Ci dice due volte di più che razza di farsa sono stati i cosiddetti accordi di Malta che avrebbero dovuto garantire redistribuzione".

L'ipotesi che, un giorno, i migranti possano davvero essere spartiti tra le varie nazioni d'Europa non rappresenta, a suo avviso, una prospettiva concreta. "La redistribuzione- evidenzia - nessuno la fa, nessuno la farà e nessuno la vuole.

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Politica Matteo Salvini

Né la Francia di Macron che ha chiuso le frontiere, né la Germania". Per i migranti che arriveranno, secondo l'opinionista e psichiatra, ci sarà forse un solo destino: "Rimarranno puntualmente in italia".

Occorre comunque precisare che, in quell'occasione, il premier Conte in riferimento a ciò che accadde a Malta parlò più che altro di passi in avanti nella sensibilizzazione al problema a livello europeo, ma sottolineò come quanto ottenuto non potesse essere considerato risolutivo del problema.

Meluzzi si interroga sul futuro dell'Europa

Meluzzi sottolinea come, persino dall'Africa, arrivino opinioni che, in relazione agli attuali flussi migratori, ritengono che "questa deportazione di africani - come la definisce lui - è una grande follia per l'Europa e per l'Africa".

Lo psichiatra, inoltre, manifesta preoccupazione rispetto al fatto che i numeri attuali e futuri aprono interrogativi pesanti relativi al futuro dall'Europa e alle risorse disponibili in vista di quelle che sono le prospettive. Meluzzi ha, infatti, sottolineato come a breve la popolazione della Nigeria sarà superiore a quella di tutta l'Europa e circa due miliardi africani avrebbero come unica aspirazione quella di approdare in Europa. Numeri che si aggiungono, come sottolineato dallo psichiatra, a quelli di al-Sarraj, Presidente del governo provvisorio di Tripoli, che anticipava la presenza di ottocentomila persone pronte a spostarsi dalle coste libiche al Vecchio Continente.

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"In Europa - ha concluso Meluzzi - non li prende nessuno. Quanti milioni di africani volete avere in Italia?.

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