L’emergenza coronavirus ha ormai investito in pieno anche il nostro Paese, provocando tra le altre cose uno scontro politico molto acceso. Protagonisti delle polemiche sono, soprattutto, il governo guidato da Giuseppe Conte e la Lega di Matteo Salvini che non smette di accusare l’esecutivo giallorosso di non essersi rivelato all’altezza di fronteggiare una situazione così drammatica e delicata come quella della diffusione del Coronavirus. Il polemista più acceso di tutti, però, come spesso gli è capitato in passato, si sta rivelando Vittorio Feltri.

Il fondatore del quotidiano Libero è finito nell’occhio del ciclone mediatico per alcuni commenti al vetriolo riferiti all’epidemia proveniente dalla Cina. Su tutti, quelli sulla malattia trasmessa dagli immigrati africani, sull’introduzione del saluto romano come misura igienica e, soprattutto, la citazione del colera e dei napoletani. Fatto, quest’ultimo, che ha indotto il Presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Verna, a chiedergli di lasciare l’Ordine.

I tweet di Vittorio Feltri sul coronavirus

La dura reazione del Presidente dell’OdG è giunta dopo alcuni giorni in cui Vittorio Feltri, come da sua nota abitudine, si è cimentato a pubblicare una serie di messaggi sui social network collegati, ovviamente, alla diffusione del coronavirus anche in Italia. “Qualcuno dice che con il coronavirus è ricominciata la caccia all’untore di tipo manzoniano. Falso.

Semmai si registra la fuga dall’untore o dal presunto tale”, cinguetta senza esagerare Feltri il 4 febbraio scorso. Polemica che, però, già sale di un gradino quattro giorni dopo. “Il Festival di Sanremo è funesto in tv quanto il coronavirus”, chiosa l’impertinente direttore l’8 febbraio.

Feltri: ‘Invidio napoletani che hanno avuto il colera, roba piccola in confronto al corona’

Ma i toni si induriscono visibilmente alcuni giorni dopo.

“Non tutti i mali vengono per nuocere. Se il coronavirus dilaga in Africa finalmente sarà possibile in Italia chiudere i porti per motivi sanitari senza scomodare il razzismo”, scrive Vittorio Feltri il 17 febbraio collegando il tema del momento alla questione migranti. Il 21, poi, è il turno del Presidente del Consiglio: “Conte farà la guerra al coronavirus e ovviamente la perderà”. Lo stesso giorno arriva anche il tweet che ha fatto infuriare il Presidente dell’OdG. “Da lombardo devo ammettere che invidio i napoletani che hanno avuto solo il colera, roba piccola in confronto al corona”, commenta sarcastico Feltri.

Come se non bastasse, infine, il 22 febbraio arriva il ‘colpo di grazia’: “Causa coronavirus la stretta di mano è abolita. Torniamo al saluto romano”.

La reazione indignata del Presidente OdG: ‘Feltri presunto collega’

Le stilettate social di Vittorio Feltri sulla questione coronavirus, soprattutto quella sul colera e sui napoletani, hanno evidentemente lasciato il segno. Lo dimostra il fatto che Carlo Verna, Presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, chiede immediate azioni disciplinari contro di lui. “Il tweet di Vittorio Feltri? - commenta la vicenda Verna - Mi è stato tempestivamente segnalato, pensavo e speravo si trattasse di un fake.

Non posso pensare che un giornalista si esprima in quei termini. Quando mi sono sincerato fosse il profilo reale, l’ho subito girato al Presidente dell'OdG lombardo”, perché “non appartiene a un giornalista dire certe cose”. Verna chiede esplicitamente a Feltri di lasciare spontaneamente l’Ordine, senza mettere in imbarazzo i colleghi costringendoli a “mettere su dei tribunali speciali”. La sua speranza, infine, è che “ci sia una coraggiosa pronuncia da parte del consiglio di disciplina”.

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