Il caso Open Arms conosce nuovi sviluppi, in quanto è stato disposto il rinvio del voto della Giunta per le Immunità del Senato, l'ente che sarà a chiamato sull'eventuale autorizzazione a procedere nei confronti del senatore Matteo Salvini. Il voto era previsto per le ore 16 di oggi, 27 febbraio, ma arriverà esattamente un giorno dopo il compleanno del diretto interessato. È stato lui stesso ad annunciarlo tramite Twitter. Il leader della Lega compirà 47 anni il prossimo 9 marzo, ragion per cui la decisione definitiva dovrebbe arrivare il prossimo 10 marzo dopo il rinvio.

Rinvio dovuto a senatore in quarantena

Ad annunciare che il voto sulla Open Arms è slittato è stata la stessa presidente del Senato, Elisabetta Casellati. L'impossibilità a votare è stata resa necessaria per l'assenza del senatore leghista Luigi Augussoni, attualmente in quarantena volontaria per il coronavirus.

Matteo Salvini sarà, dunque, è in attesa di conoscere se dovrà rispondere a livello penale di alcuni reati che restano comuni a tutte le questioni legate alla decisione di chiudere i porti alle Ong.

Tra questi c'è naturalmente il "sequestro di persona". Si tratta di capi d'accusa che il numero uno del Carroccio continua a non temere, manifestando grande orgoglio per le azioni compiute.

Rinvio sulla Open Arms per il 10 marzo

Non ha fatto eccezione dopo essere venuto a conoscenza del rinvio da parte della Giunta per le immunità sul caso Open Arms. Attraverso i suoi profili social ha, infatti, dato contezza a tutti i suoi follower dell'evoluzione delle cose.

Lo ha fatto aprendo il suo tweet con un'espressione che suona quasi come un commento di chi si sente, in un certo senso, perseguitato. "Ci risiamo..." ha postato il numero del Carroccio. "Altra richiesta di processo - prosegue il post - contro di me per aver bloccato uno sbarco: la Giunta del Senato sposta la decisione sul mio destino il 10 marzo (il giorno dopo il mio compleanno)". Nel prosieguo del tweet è possibile notare come Salvini voglia trasmettere a chi lo segue la mancanza di preoccupazione per quanto potrebbe accadere.

Auto-ponendosi la domanda, risponde in maniera piuttosto chiara e decisa: "No, orgoglioso di aver difeso la mia Patria e la mia gente". Parole che sembrano indicare il fatto che il leader della Lega senta il sostegno di quanti oggi gli regalano un consenso che, per il suo partito, viene stimato attorno al 30% da quasi tutti i sondaggi relativi alle intenzioni di voto. Dal suo tweet, tuttavia, emerge che la prossima data chiave relativamente alla possibile nuova autorizzazione a procedere nei suoi confronti potrebbe essere il prossimo 10 marzo.

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