"Fateci tornare a casa": è l'appello che diversi italiani bloccati all'estero stanno lanciando dai paesi in cui stanno vivendo in questo periodo molto particolare. A fare da megafono alla loro voce è il senatore Gianluigi Paragone. L'ex esponente del Movimento 5 Stelle, servendosi del suo profilo Facebook, lancia anche qualche frecciata a chi oggi è al governo, con particolare riferimento al suo vecchio capo politico Luigi Di Maio. Paragone, infatti, saluta con favore il fatto che si sia arrivati alla liberazione di Silvia Romano, ma denuncia che molti connazionali sarebbero stati dimenticati da chi se ne dovrebbe occupare perché il loro rientro farebbe meno notizia.

Silvia Romano accolta da istituzioni e stampa a Ciampino

Silvia Romano è arrivata a Ciampino. Ad attenderla c'erano la sua famiglia, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ed il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Con loro una discreta rappresentanza di fotografi, giornalisti e cameraman che, hanno veicolato la scena sulla grande ribalta mediatica nazionale. Ed è proprio su questo punto che Gianluigi Paragone pone la sua lente di ingrandimento.

Sul suo profilo Facebook, infatti, il senatore rilancia la storia di altri italiani che, a suo avviso, sarebbero stati "dimenticati dal governo". Figure la cui storia non ha avuto la stessa eco mediatica.

Rimpatri di altri cittadini per Paragone farebbero meno notizia

Il loro rientro, al momento, risulterebbe problematico anche per motivazioni anche economiche. "Biglietti aerei - scrive Paragone - da 2mila euro, nessuna comunicazione e zero aiuti". Una situazione a cui il senatore accompagna un interrogativo tendenzioso: "Forse i loro rientri fanno meno spettacolo?".

Nel post social, il senatore rilancia un articolo apparso sul suo sito "Il Paragone" in cui invita il Ministro degli Esteri Di Maio a "battere un colpo". La colpa che gli imputa è quella di non ricordarsi degli italiani che sarebbero rimasti bloccati oltre confine per motivazioni strettamente riconducibili all'attuale situazione sanitaria.

A fermarli ci sarebbero problemi come gli iter burocratici, i costi alti per gli spostamenti e delle pratiche di sicurezza poco efficienti. Nell'articolo inoltre si menzionano 75 milioni di euro che l'Unione Europea avrebbe messo a disposizione per supportare economicamente il rimpatrio di cittadini comunitari sparsi in tutto il mondo.

E proprio a tale riguardo Paragone cita un virgolettato di ultimavoce.it: “è difficile da comprendere il perché l’Italia – che pure sta spingendo molto per ottenere un certo sostegno economico dall’UE – non abbia attivato questa forma di sussidio. E di conseguenza, costringere cittadini italiani a spendere cifre molto alte per farli tornare a casa. In una recente intervista, Di Maio ha detto di aver scelto di non richiedere i soldi a disposizione per evitare il lungo iter burocratico”

Non resta che attendere se ci sarà una replica da parte del Ministero degli Esteri, considerato che qualche settimana fa erano state, ad esempio, attivate delle procedure per favorire il rientro in Italia di coloro che volessero farlo.

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