Giuseppe De Donno è tornato a parlare della sua plasmaterapia. Il direttore del reparto di pneumologia della Terapia Intensiva del Carlo Poma di Mantova è infatti stato protagonista di un collegamento in cui ha parlato con il Liceo Scientifico Leonardo da Vinci di Maglie, in provincia di Lecce. A fare rumore è stato il fatto che le sue dichiarazioni, riportate dall'Ansa, abbiano ancora una volta puntato tutto sulla poca voglia o interesse a considerare la validità della sua soluzione terapeutica contro il nuovo Coronavirus. De Donno ha in particolare sottolineato che questa mancanza di porte aperte per lui suona quasi come uno sprone ad impegnarsi ancora di più.

De Donno sottolinea come si parli poco di plasmaterapia

Il dottor Giuseppe De Donno, rivolgendosi agli studenti, ha apertamente sottolineato la voglia di parlare con sincerità specificando come, a suo avviso, starebbe emergendo quasi la voglia di non dare risalto all'efficacia del trattamento contro il nuovo coronavirus basato sulla plasmaterapia. Un'evidenza che, secondo il medico, sarebbe resa anche dallo sviluppo mediatico che sta avendo il tema Covid-19. Lo scienziato ha, infatti, suggerito come al momento si senta soprattutto parlare di vaccino come soluzione. Molto meno spazio sarebbe, invece, dedicato all'eventuale utilizzo della plasmaterapia. La soluzione indicata dalla sperimentazione condotta da Giuseppe De Donno avrebbe, tra l'altro, la prerogativa di avere costi quasi irrisori.

In sostanza si prova a curare la Covid-19 con un'infusione di plasma di pazienti guariti (quindi con anticorpi già sviluppati) nei soggetti colpiti dall'infezione. Una strada che, se percorsa una volta verificata dalla comunità scientifica, avrebbe costi sensibilmente inferiori a quelli di una terapia farmacologica.

De Donno dice che c'è chi ha provato a zittirlo

Giuseppe De Donno non ha mancato di segnalare anche responsabilità del mondo politico rispetto alla poca visibilità che starebbe avendo la plasmaterapia. Per spiegare questo suo punto di vista ha scelto di citare un fatto che avrebbe avuto luogo in un ambiente significativo per la democrazia, il Senato, dove lo scienziato ha tenuto un'audizione.

"Una certa parte Politica - racconta De Donno - ha cercato di zittirmi". Un riscontro che, però, non genera rassegnazione nel medico che, anzi, racconta di ricevere da fatti di questo tipo un effetto esattamente contrario rispetto a quello che un mancato sostegno potrebbe suggerire. Oggi l'Italia piange quasi 35.000 persone. In base a quelli che sono i dati in suo possesso, De Donno suggerisce che con la terapia al plasma sarebbe stato possibile salvarne almeno la metà.

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