Giuseppe Conte, volente o nolente, è stato l'uomo più in vista durante l'emergenza Coronavirus. Il destino ha riservato all'attuale presidente del Consiglio l'onere di guidare il Paese durante l'emergenza più grave dal Dopoguerra ad oggi. E all'orizzonte c'è un altro autunno caldo, sul fronte sanitario e non solo. Di questo e di altri argomenti ha parlato alla festa del Fatto Quotidiano.

Giuseppe Conte gradirebbe un Mattarella bis

Giuseppe Conte, tra i tanti impegni, ha quello di provare a tenere unite le forze su cui si regge la sua maggioranza. Qualora la legislatura dovesse proseguire fino alla fine, l'attuale Parlamento potrebbe essere chiamato a eleggere il nuovo presidente della Repubblica.

Il premier, durante la festa del giornale diretto da Marco Travaglio, è stato protagonista di un vero e proprio endorsement nei confronti di Sergio Mattarella affinché l'attuale inquilino del Quirinale possa cimentarsi in un secondo mandato.

Conte parla di misure anti-Covid per l'autunno

L'autunno, però, come detto sarà caldo non solo sul fronte politico. L'Italia e il mondo intero aspettano di capire quello che potrà accadere in autunno con la pandemia in corso. I contagi da coronavirus sono tornati a salire. Il dato positivo è che la maggior parte dei contagiati sono asintomatici o paucisintomatici. A trarne beneficio sono gli ospedali considerato che, a fronte di un incremenento degli infetti, terapie intensive e reparti covid restano lontanissimi da numeri in grado di destare un allarme "saturazione".

"Per l'autunno - ha detto Giuseppe Conte - sono fiducioso: penso a misure circostanziate". Parole che sembrano confermare la linea secondo cui, in qualunque caso, non è ipotizzabile l'idea di rivedere disposizioni restrittive come quelle attuate durante la prima ondata. Il presidente del Consiglio Conte ha parlato anche della questione dei verbali del Comitato Tecnico Scientifico: "Quando si prendono decisioni molto importanti in termini di allarme sciale è bene che si lavori in modo riservato, ma non segreto.

Gli omissis? Un fatto tecnico. Di solito è per protezione del privacy, ma se ne sono occupati gli uffici".

Al premier è stato chiesto inoltre di un possibile dialogo con gli esponenti del centrodestra. "Quando si parla di opposizione – ha ammesso – si parla di tre partiti di centrodestra con esponenti dai temperamenti diversi.

Con Forza Italia il dialogo è costante e molto istituzionale e rispetto dei ruoli, con Meloni anche. Con Salvini invece quando lascio un in messaggio non vengo richiamato....".

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