Nella puntata di Dritto e rovescio andata in onda giovedì 24 settembre su Rete 4 si discute della proposta di legge sull’omotransfobia, anche alla luce degli ultimi fatti di cronaca. Sono diverse, infatti, le aggressioni denunciate da coppie omosessuali, fatte oggetto di violenze e offese anche in pieno giorno, come accaduto ad esempio ad una coppia di Padova. A parlarne nello studio del conduttore Paolo Del Debbio ci sono Beatrice Lorenzin del Pd, Daniela Santanchè di Fratelli d’Italia, il giornalista Giuseppe Cruciani e l’ex parlamentare Vladimir Luxuria. Ed è proprio tra questi ultimi due che si scatena una polemica furiosa.

Dritto e rovescio: l'intervento di Vladimir Luxuria

Nella parte di Dritto e rovescio dedicata al tema dell’omofobia, Vladimir Luxuria chiede in modo polemico a Daniela Santanchè di spiegarle perché se un gruppo di ragazzi picchia una persona per il fatto che abbia la pelle di un colore diverso sia prevista l’aggravante della legge Mancino (razzismo ndr), anche se il reato esiste già. E poi, se una persona ne picchia un’altra perché di religione musulmana è prevista l’aggravante per odio razziale. E, invece, l’ex parlamentare vuole sapere per quale motivo la legge Mancino non prevede aggravanti per odio contro l’orientamento sessuale e l’identità di genere. È “previsto un reato anche per le donne che vengono uccise”, prosegue, ma nel caso del femminicidio è stata prevista una aggravante “proprio perché c’è l’odio”.

Cruciani e Santanchè contro Luxuria

Cruciani e Santanchè protestano. L’esponente di Fdi chiede però di non fare confusione. “Ma come faccio a giudicare l’orientamento sessuale di una persona? È una cosa intima. Non è che se io picchio una persona so che quella persona ha un orientamento sessuale di un certo tipo?”, obietta invece il conduttore de La Zanzara durante Dritto e rovescio.

Secondo i due, insomma, sono già previste dalla legge le aggravanti anche in questi casi. Ma Luxuria insiste, non riuscendosi a spiegare perché la legge Mancino non preveda l’aggravante per odio verso l’orientamento sessuale.

Dritto e Rovescio: Vladimir Luxuria perde la pazienza

“Lo scopo della legge sull’omofobia è un altro - la interrompe però Cruciani - è condannare le parole che, secondo qualche giudice, potrebbero essere di istigazione all’odio.

La casistica è molto ampia, non è solamente fr… di m…, o gay ai forni, o gay nei lager, cose di questo tipo che sono chiaramente delle istigazioni all’odio. Ci potrebbero essere dei casi in cui il dico ‘a me le coppie gay mi fanno schifo’. Ti portano in tribunale e ti condannano. Io ovviamente non lo dico”. Parole che fanno infuriare Luxuria. “A parte che le coppie gay non fanno schifo, uno può dire che non approva le coppie gay, ma non che gli fanno schifo. Non sopportiamo l’insulto qui, hai capito?”, replica stizzita. “Ma a me non fanno schifo”, precisa allora Cruciani. “E allora perché dici che una persona deve essere libera di dire ‘a me i gay mi fanno schifo’? - ribatte però la sua interlocutrice - Perché un conto è la parola e un conto la parolaccia, e io non voglio sdoganare la parolaccia.

Se dico alla Santanché che è una poco di buono non si arrabbia?”. La chiusura della discussione a Dritto e rovescio spetta a Cruciani: “Allora le parolacce le vuoi portare in tribunale”.

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