Andrea Crisanti aveva sottolineato come fosse nell'ordine nelle cose la possibilità di un lockdown nel periodo natalizio. Un pensiero che ha scatenato una vera e propria bufera alla luce del fatto che sarebbe uno scenario inviso alla politica e alla cittadinanza. La stessa volontà governativa sembra essere quella di scongiurarlo. La sua idea è che, però, il virus corra troppo veloce. Il giorno dopo l'emanazione del Dpcm del 18 ottobre, lo scienziato ha detto la sua in un'intervista rilasciata a Il Messaggero.

Coronavirus: Andrea Crisanti rivela che inasprimento misure potrebbe arrivare prima

Tornando proprio a quella dichiarazione in cui aveva manifestato la possibilità dell'esigenza di una serrata totale, non ha indietreggiato.

"Ero stato ottimista - rivela - quando avevo parlato di lockdown a Natale". L'idea del docente dell'Università di Padova è che potrebbe profilarsi all'orizzonte qualcosa che avrà un nome diverso rispetto al termine convenzionale con cui si definisce la serrata toatle. Tuttavia, sembra avere pochi dubbi rispetto alla possibilità che si possa arrivare a ciò che definisce "un inasprimento delle misure di contenimento molto prima". Le parole di Crisanti arrivano dopo che i contagi hanno superato per due giorni consecutivi le 10 mila unità.

Crisanti parla dopo l'emanazione del Dpcm da parte di Conte

Il governo, al momento, non ha scelto un Dpcm particolarmente stringente. Rispetto alla situazione Crisanti non usa giri di parole.

"I numeri - evidenzia - che stanno venendo fuori sono un disastro". Ciò che sembra inquietare il docente dell'Università di Padova è il fatto che ha l'impressione sia saltato il sistema di tracciamento. La colpa che Crisanti attribuisce allo Stato è stata quella di non aver sfruttato il periodo in cui c'erano pochi casi per attrezzarsi in maniera tale da poter fare centinaia di migliaia di tamponi al giorno.

Crisanti, tra l'altro, ammette che non si sarebbe aspettato di trovarsi già adesso a 12.000 contagi al giorno. "Per una volta che sono stato ottimista, sono stato smentito. Avevo previsto il lockdown a Natale, pensando che i positivi aumentassero in maniera graduale". Lockdown prima di Natale? "Questo - ha detto Crisanti - non lo so, anche perchè mi sembra che la parola lockdown non si possa proprio pronunciare".

Allo stesso modo lo scienziato ha spiegato che qualora non funzionassero le misure disposte sarà inevitabile che si dovrà provvedere a precauzioni più stringenti e misure più aspre.

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