Andrea Crisanti è sicuramente uno degli scienziati più in vista in questa fase storica contraddistinta dal Coronavirus. A lungo il così detto modello Veneto ha avuto come rappresentanti il governatore Luca Zaia e proprio il docente dell'Università di Padova. Da sempre è uno dei più cauti rispetto alla possibile evoluzione della pandemia e a volte si trova a dire cose poco popolari. Una delle quali è stata la possibilità che si possa mettere in atto un lockdown a Natale. Una soluzione che permetterebbe un abbassamento della curva in una fase in cui le scuole si fermano e le attività produttive viaggiano a ritmi meno veloci.

Ad esprimersi sull'opinione esposta da Crisanti è stato Giorgio Palù, professore emerito sempre dell'Università di Padova e già Presidente della Società Europea di Virologia. Lo ha fatto nel corso della trasmissione Primus Inter Pares, in onda su Tv7.

Coronavirus: Palù parla di Crisanti come qualcuno chiamato da lui

Palù, prima di esprimersi sulla questione, ha inteso fare un po' di cronistoria dei rapporti che lo legano al più giovane collega. "Crisanti è un mio allievo, nel senso che accademicamente l'ho chiamato io da Londra". Una premessa di carattere storico, Palù ha messo l'accento su quelle che, almeno nella sua ricostruzione, sarebbero le credenziali di colui il quale viene definito l'uomo dei tamponi.

"Non è un virologo. Non ha mai pubblicato un lavoro di virologia".

Palù svela, inoltre, il fatto che la sua chiamata nei confronti di Andrea Crisanti sarebbe stata determinata da alcune peculiarità. "E' un esperto di zanzare. L'ho chiamato come entomologo".

Dalle parole del virologo si evince come proprio questa caratteristica lo abbia indotto ad affidarsi ad una persona che avrebbe potuto offrire un contributo alla comunità scientifica.

Palù ha, inoltre, messo l'accento sul fatto che la dotazione avuta a disposizione di Crisanti sarebbe dipesa da una predisposizione delle strutture che lui stesso avrebbe creato.

Palù parla del laboratorio utilizzato da Crisanti

Nella narrazione fatta dall'ospite di Tv7 è, inoltre, emerso il fatto che il laboratorio di cui si è avvalso il collega sarebbe stato il frutto di un lavoro di costruzione fatto nel passato dallo stesso narratore.

Palù ha comunque inteso sottolineare come Crisanti abbia avuto modo di organizzare al meglio le attività. "In due tre giorni - ha evidenziato - le persone che gli ho lasciato sono in grado di costruire un nuovo test. Cosa che ha fatto molto bene".

Ciò che però non sembra convincere Palù è il fatto che il collega si trovi a fare previsioni su ciò che a suo avviso andrebbe fatto per contenere l'epidemia come un lockdown a Natale. "A che titolo?" si è chiesto. Non a caso ha usato parole sprezzanti per definire la proposta fatta da Crisanti etichettandola come qualcosa vicina a "Dpcm di pseudo-virologi".

Non resta che attendere se Andrea Crisanti sceglierà di replicare o meno a quella che è stata la storia raccontata da Giorgio Palù.

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