Nel corso della trasmissione di La 7 Otto e mezzo si è continuato a parlare del nuovo Dpcm. Il provvedimento con le disposizioni anti-coronavirus fa ancora discutere. L'obiettivo del governo, come è noto, è quello di fronteggiare la costante risalita dei contagi, per evitare che la pressione su ospedali e terapie intensive in particolare possa diventare insostenibile.

Le misure vengono sindacate da due fazioni: quella di chi lamenta danni irreversibili per l'economia con le nuove restrizioni, senza dimenticare le difficoltà già determinate dal lockdown primaverile. E quella di chi, sull'onda di un incremento inesorabile dei contagi, si sarebbe aspettato provvedimenti più drastici per evitare guai peggiori nelle prossime settimane.

Lilli Gruber ha posto un interrogativo al ministro per il Sud Giuseppe Provenzano sul perché l'esecutivo non abbia avuto il coraggio di serrare maggiormente le fila.

Otto e mezzo: si parla di effetti del coronavirus

Lilli Gruber, in apertura di Otto e mezzo, ha specificato le diverse posizioni in merito al nuovo Dpcm e alle relative misure. Da una parte ha menzionato le parole del presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ha specificato la mancanza di altre soluzioni. Dall'altra ha sottolineato la posizione delle opposizioni che sembrano accusare l'esecutivo di un'ormai avviata "deriva autoritaria". E poi c'è chi, a fronte di ciò che sembrano far segnare i numeri, ritiene le nuove misure "troppo blande".

Lilli Gruber, interfacciandosi con il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano, si fa portavoce dell'istanza di quanti si sarebbero aspettati una maggiore rigidezza delle misure.

Coronavirus: Lilli Gruber gira le domande a Provenzano sul Dpcm

"Il vostro governo - ha detto Lilli Gruber rivolgendosi al suo interlocutore - viene criticato da molti per avere varato misure troppo blande per fronteggiare questa seconda ondata di coronavirus".

"I contagi - ha aggiunto la giornalista - crescono, le terapie intensive sono sempre più occupate. Perché avete avuto così poco coraggio?".

La risposta di Giuseppe Provenzano è stata chiara: "Siamo criticati anche del contrario. Abbiamo voluto chiamare ad un'assunzione di responsabilità i cittadini italiani, come è accaduto in passato.

Senza ricorrere a misure come quelle dei mesi precedenti, abbiamo chiesto dei sacrifici proporzionati e improntati al principio di maggiore precauzione".

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