Giuseppe Conte ha imparato quanto sia difficile mantenere un certo equilibrio. Si, perché equilibrio è quello che, da tempo, è chiamato a trovare tra necessità socio-economiche e quelle relative alla salute pubblica. E quando manca poco più di un mese a Natale la missione è ancora più ardua da centrare. Da una parte ci sono i segnali positivi determinati dalle restrizioni in atto, dall'altra c'è la pressione di chi sa che il periodo natalizio rappresenta uno snodo cruciale per l'economia del Paese. Tradotto: imprese e aziende chiedono un allentamento delle restrizioni per dare un nuovo input ai consumi.

Non la pensano così molti scienziati che sanno quanto maggiore libertà possa essere sinonimo di diffusione del contagio. Il virologo dell'Università di Milano Fabrizio Pregliasco ed il direttore delle Malattie Infettive del Sacco Massimo Galli hanno spiegato perché oggi restituire troppa libertà equivarrebbe a piombare in un rischiosissimo limbo per il Paese..

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Questo è il momento in cui soprattutto il calo dell'indice Rt inizia a far immaginare misure meno restrittive per il periodo natalizio. Pregliasco, però, frena. "Bisognerà - ha dichiarato - vedere i numeri di dicembre, ma la discesa sarà comunque lenta e con ancora qualche decina di migliaia di casi al giorno le riaperture potrebbero farci sommergere da una terza ondata".

Massimo Galli è perfettamente al corrente che l'espressione dei suoi pensieri rischia di rivelarsi impopolare. Tuttavia, l'onestà intellettuale gli impone di nascondere quella che, a suo avviso, è una situazione chiara. "Non è - spiega - il tempo del liberi tutti e non lo sarà a lungo. Non ne veniamo fuori se vincere di guardare alla realtà cominciamo la corsa alla riapertura".

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Galli ricorda, inoltre, come dopo il primo lockdown l'Italia si sia "giocata la camicia" precedente dal quale, a suo avviso, occorrerebbe basarsi per fare qualsiasi valutazione sul modo di agire in futuro. "E allora - chiosa cosa voglamo fare? Ci giochiamo un'altra volta la camicia per il Natale e poi ricominciamo ancora da capo?".

Il punto di vista degli scienziati risulta abbastanza chiaro, ma toccherà alla Politica scegliere la strategia per non azzoppare ulteriormente l'economia del paese e ostacolare la diffusione dl contagio.

Si attende con ansia quello che sarà il prossimo Dpcm che riguarderà il mese di dicembre. A firmarlo, come detto, sarà Conte costretto a trovare un punto di convergenza tra le varie istanze contingenti.

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