"Stiamo facendo una più che discreta scommessa e tra dieci giorni sapremo se l'avremo vinta o persa". Sono le parole con cui Massimo Galli apre la sua intervista a La Stampa. Il direttore delle Malattie Infettive del Sacco di Milano ha inteso riassumere la situazione che si sta vivendo in Italia in relazione alla nuova emergenza Coronavirus. Una situazione che preoccupa molti. A partire dal consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, Walter Ricciardi, che ha parlato di necessità di lockdown per il capoluogo lombardo.

Coronavirus: Galli parla di 'scommessa'

I dibattiti attorno all'utimo Dcpm del governo presieduto da Giuseppe Conte sono ancora attivi.

L'idea di chiudere le attività di ristorazione dopo le 18 e mettere a riposo palestre e piscine fino al 24 novembre non convince tutti come strategia anti-contagio. Dalle parole di Massimo Galli si evince comunque che per avere una risposta oggettiva rispetto all'efficacia sarà necessario attendere l'evoluzione dei fatti. Un range temporale che potrebbe anche portare a un peggioramento della situazione. Rispetto all'ampiezza del periodo a cui fa riferimento, l'infettivologo è chiaro. "Purtroppo - ha spiegato - non prima di dieci giorni e questo è molto preoccupante. Potrebbe andare bene, ma anche male".

Ultimo Dpcm come invito a 'stare a casa'

I rischi sono quelli che si conoscono bene. Una mancata inversione di tendenza potrebbe avvicinare i dati di ospedalizzazioni e terapie intensive verso un elevato grado di saturazione della ricettività del sistema ospedaliera.

"Se la curva - spiega Galli - non si flettesse ci troveremmo in una situazione difficile da gestire e già ora in diverse regioni non si scherza checché molti ne dicano".

Tra i punti in cui gli scienziati sembrano concordare, c'è il fatto che una pandemia come quella da coronavirus non abbia precedenti.

Questo porta Galli ad essere molto abbottonato nel dare opinioni sul futuro. "Solo il lockdown - ha specificato - ha funzionato, il resto è sperimentazione e scopriremo solo vivendo come andrà a finire".

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