Il Dpcm di dicembre è sempre in cima all'interesse degli italiani. Entro il 3 dell'ultimo mese dell'anno Giuseppe Conte dovrà firmare un nuovo decreto che andrà, a partire dal 4, a sostituire quello attuale in vigore dal 6 novembre. E le indiscrezioni, giorno dopo giorno, si rincorrono. Non è al momento possibile anticipare in maniera dettagliata quelle che saranno le misure, ma partendo da linee guida e ultimi rumors si può fare un quadro aggiornato su ciò che bisogna aspettarsi

Il filone principale che si seguirà è noto: non ci sarà un" Natale da liberi tutti". Da questo punto fermo si ramificheranno tutte le vie del decreto: dagli spostamenti alle aperture.

La novità è che gli allentamenti potrebbero essere meno significativi di quel che ci si aspetta, dato che si teme di fornire il più suicida degli assist alla terza ondata.

La direzione che si sta prendendo sembra ormai chiara: si alla scelta di favorire i consumi e lo scambio di regali, no alla socialità spinta e persino alle vacanze sulla neve.

Dpcm dicembre: restano i livelli di rischio

L'Italia manterrà la divisione territoriale basata sui livelli di rischio. Tuttavia, la possibilità che si possa arrivare ad un allentamento generale delle restrizioni è strettamente dipendente all'evoluzione del contagio nei prossimi giorni. La sensazione è una possibile apertura agli spostamenti su base nazionale si verificherà solo se tutte o buona parte delle regioni faranno ingresso in area gialla.

Quella con il minor livello di rischio e più basso grado di pressione sulle strutture ospedaliere.

Attenzione, però, perché ad esempio le indiscrezioni raccolte dal Corriere della Sera parlano di una stretta sulla ristorazione anche in zona gialla. Si parla, inoltre, di una iniziativa europea finalizzata a scongiurare l'ipotesi 'vacanze sulla neve'.

Un'idea che si inquadrerebbe che vorrebbe un dicembre dove incentivare lo scambio di regali ma non eventi (Anche familiari) come tombolate, veglioni e festeggiamenti.

Le frizioni tra chi dovrà decidere riguardano anche la scuola. Il Ministro Lucia Azzolina vorrebbe che gli alunni tornassero in classe il prima possibile, ma al momento pare vincere la prudenza.

Ragion per cui appare difficile rivedere gli studenti, nei livelli di istruzione oggi in didattica a distanza, in aula prima del 7 gennaio.

Riaperture bar, ristoranti e negozi: il punto della situazione

Il quadro che si sta delineando sembra avvalorare l'idea che si stia procedendo ad una frenata rispetto al possibile allentamento delle restrizioni. Addirittura inizia a farsi strada l'ipotesi di misure di contenimento aggiuntive per il periodo festivo.

Viene, infatti, considerato un range temporale in cui si tende ad incrementare convivialità e socialità. Un rischio che l'Italia non può permettersi. Si sta, infatti e un po' sorpresa, facendo strada la possibilità che restrizioni da zona arancione o gialla siano un insufficiente presidio per evitare un incremento della curva nel mese di gennaio.

Tant'è che per Natale e Capodanno il nuovo Dpcm potrebbe prevedere misure più stringenti rispetto a quelle dei giorni ordinari. Ma in cosa si concretizzerebbe una possibile linea dura rispetto ai propositi emersi nei giorni scorsi?

Prima occorre fare un passo indietro. Le anticipazioni dei giorni scorsi parlavamo di un cambio di strategia sulle attività di ristorazione. In particolare: si iniziava a profilare una apertura serale per la consumazione in loco anche nelle zone gialle e un'apertura quantomeno diurna in quelle arancioni. Niente da fare, invece, per le aree rosse. Adesso emerge che, se da un lato si potrebbero aprire ristoranti, pizzerie e bar anche in fascia color arancio, potrebbe essere messa in soffitto l'idea delle aperture dopo un certo orario (le 18?) .

Sicuramente ciò dovrebbe avvenire nei giorni di festa e attorno ad essi. Si attende, però, di capire ciò che accadrà nel dettaglio. Anche perché, eventualmente, ci sarebbero da definire regole come il numero massimo di persone al tavolo e strategie dove si annuncia un serrato controllo con sanzioni annesse per evitare trasgressioni.

L'ipotesi di adottare una strategia contro le vacanze sulla neve avanza anche grazie ad un possibile protocollo con Francia e Germania che porti alla chiusura di piste ed impianti sciistici. Il timore è che nei luoghi di massimo afflusso del turismo invernale si possa rivivere ciò che è accaduto in estate in luoghi di spensierate vacanze. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera Il coprifuoco andrebbe verso una deroga per la Vigilia di Natale.

Dopo la mezzanotte si potrà solo rientrare presso il proprio domicilio. Nessuna menzione, al momento, per Capodanno.

Per le zone rosse, a partire dal 4 dicembre, i negozi potranno riaprire anche se non impegnati nel commercio di beni ritenuti essenziali. Questo, di fatto, renderà possibile l'acquisto dei regali natalizi. Questa anticipazione conferma, invece, quanto profilato nei giorni scorsi, dove era emerso che si dovrebbero consentire orari di attività allargati per le attività commerciali in maniera tale da evitare assembramenti. Stesso discorso per i centri commerciali per il quali potrebbe scattare il semaforo verde nel weekend. Si attende di capire, però, come saranno disciplinati gli ingressi. La buona notizia è che, ove si proseguisse nel calo dei contagi, potrebbero, a partire da quella data, non esserci più aree 'rosse'.

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