Chi sarà il successore di Sergio Mattarella al Quirinale nel 2022? A questo proposito il direttore del settimanale L’Espresso, Marco Damilano, parla di un presunto tentativo di stringere un patto tra i leader di Pd, M5S e Italia Viva. Il giornalista, ospite di Tagadà su La7, conia persino una sigla per questo accordo: lo ZDR, acronimo che sta per Nicola Zingaretti, Luigi Di Maio e Matteo Renzi, rappresentanti delle forze politiche che sostengono il Governo Conte.

Marco Damilano: ‘Stanno cercando di fare patto di fine legislatura’ per preparare il dopo Mattarella

Il direttore de L’Espresso ha parlato a Tagadà dello ZDR.

Si tratta, spiega Damilano, “di un acronimo che sta per Zingaretti-Di Maio-Renzi". “Come il Caf di antica memoria (Craxi-Andreotti-Forlani), commenta la conduttrice Tiziana Panella. “Come il vecchio Caf - conferma il collega - ma anche il più recente ABC, Alfano-Bersani-Casini che erano i capi dei partiti che reggevano il Governo Monti”. E allo stesso modo, prosegue nella sua analisi Damilano, Zingaretti, Di Maio e Renzi sono i segretari o i leader di forze politiche come Pd, M5S e Italia Viva “che reggono questa maggioranza” che sostiene il Governo Conte. Insomma, secondo il direttore dell'Espresso, i tre membri dello ZDR “stanno cercando di fare un patto tra di loro di fine legislatura” per arrivare anche a decidere il nome del successore di Sergio Mattarella.

Elezione successore Mattarella tra gli scopi del patto

Gli scopi di questo accordo sarebbero molteplici, spiega Damilano. Per prima cosa dovrebbe servire ad “affrontare le elezioni amministrative del 2021”. Il secondo motivo è rappresentato dalla “fine della legislatura nel 2023”, quando si dovranno necessariamente prendere accordi politici in vista delle successive elezioni politiche.

Ma soprattutto, aggiunge il giornalista, “l’elezione del presidente della Repubblica nel 2022”. Un evento considerato “importante” e una sorta di “snodo” che giungerà quando, dopo sette anni, il mandato affidato a Sergio Mattarella scadrà.

‘ZDR assomiglia tanto a patto di potere’

Damilano segnala anche che, “in mezzo” a tutte queste scadenze politiche, ci sono da una parte l’epidemia di coronavirus, dall’altra il Recovery Fund, il piano di ripresa economica europeo che lui personalmente considera “sempre più un’Araba Fenice”, avanzando il timore che possa fallire.

“Allora questo ZDR - conclude poi Damilano - è il quartiere centrale della politica italiana. È qualcosa che sembra anche chiuso. Assomiglia tanto a un patto di potere e invece dovrebbe allargarsi a quanto sta succedendo nella realtà”.

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