Lo hanno già ribattezzato Dpcm Natale. Tuttavia, il nuovo decreto del presidente del Consiglio Giuseppe Conte riguarderà tutto il mese di dicembre. Quello attualmente in vigore (lo è dal 6 novembre) cesserà la sua valenza il 3 e, a partire dal 4, si dovrà prendere in considerazione l'ultimo. Questo significa che già all'inizio del prossimo mese le nuove norme dovranno essere già scritte. E oggi la strada sembra tracciata. Il Paese resterà diviso in tre zone in base al livello di rischio epidemiologico e alla pressione sui sistemi sanitari di ciascun territorio. L'obiettivo è allentare quanto più possibile le restrizioni per dare slancio all'economia con il tradizionale impulso dato dal Natale.

Tuttavia, le regioni che dovessero mantenere lo status di zona rossa potrebbero fare i conti con un minore allargamento delle maglie di contenimento. La buona notizia è che potrebbero non essere tante , la conferma è che, invece, non sarà un Natale di libertà assoluta come è stata l'estate. Tuttavia, al momento, ci sono tre date da tenere ben impresse: sono quelle del 27 novembre, del 3 dicembre e del 18 dicembre. Si tratta delle scadenze da cerchiare in rosso e che, per ciascuna regione, potrebbero determinare il modo in cui potrà vivere il Natale.

Dcpm: zone rosse a rischio

Prima di affrontare il discorso, occorre precisare un punto: il governo auspica che già dall'entrata in vigore del prossimo Dpcm l'Italia possa essere solo gialla e arancione.

Oggi i segnali positivi, affinché si arrivi a questo traguardo non mancano, ma si naviga a vista. Un peggioramento repentino potrebbe sparigliare le carte. Il dato certo è che ci sono delle delle deadline da tenere ben presente. La prima è quella del 27 novembre. In quell'occasione due regioni rosse (Lombardia e Piemonte) dovrebbero ottenere lo status di zona arancione.

Non si esclude che, ove si perpetuasse l'attuale trend positivo, non si arrivi direttamente alla zona gialla. Si tratta dell'effetto della norma del Dpcm che, attraverso le ordinanze del Ministero della Sanità, permette di variare il livello di rischio dei territori sulla base delle valutazioni bisettimanali.

Non sembra, invece, esserci questo destino per Valle d'Aosta e Calabria dove la situazione resta critica. Torneranno ad essere esaminati in quella data anche i quadri di Sicilia e Puglia, oggi arancioni.

Dpcm novembre: il 2020 si chiude con nuove valutazioni

Il 3 dicembre, invece, Campania e Toscana verranno a conoscenza del loro destino, proprio alla vigilia dell'entrata in vigore del nuovo dpcm. Il 2, invece, toccherà l'analisi della situazione della Liguria, dichiarata in fascia arancione l'11. Friuli Venezia, Giulia, Molise e Veneto (unica gialla, le altre citate sono arancioni) restano sotto osservazione. L'Abruzzo, invece, è rosso a partire da domenica 22. Il Lazio rimane zona gialla, ma aumenta le restrizioni per preservare la propria posizione.

Oltre a restare chiusi centri commerciali nel weekend, viene inibita l'attività commerciale di negozi al dettaglio oltre le 21 nei giorni feriali, festivi e prefestivi.

A Natale allentamento non sarà per tutti

La strategia messa in campo dalla regione di Nicola Zingaretti pare sposare pienamente la linea guida (che in realtà passa sotto traccia) del governo: stringere i denti adesso, per allentare dopo. Tuttavia, per qualsiasi beneficio derivante dal prossimo Dpcm sarà fondamentale abbassare il livello di rischio determinato dal 'colore'. La sensazione è che, infatti, si lavora per aprire bar e ristoranti nelle zone arancioni, ma difficilmente ciò accadrà nelle zone rosse.

Sempre per quest'ultime pare complicato che si possa arrivare a consentire gli spostamenti anche all'interno dei territorio.

Nel resto d'Italia, invece, si proverà a dare maggiore libertà per favorire lo shopping natalizio. In questo senso, almeno nelle regioni a rischio minore (gialle e arancioni) si dovrebbe consentire l'apertura di centri commerciali e negozi al dettaglio eliminando, ove vi fossero, molte restrizioni.

Spostamenti a Natale: modus operandi da valutare

Tutte le norme relative agli spostamenti a Natale per entrambe le fasce di rischio meno pericolose dovrebbero essere determinate dopo la decisioni del 18 dicembre. Si tratta di un'altra data chiave e che rappresenterà una scadenza in cui ci sarà la valutazione dei dati epidemiologici. Quello che ne viene fuori è che, ove si palesasse una situazione che anche per Natale vedesse la presenza di zona rosse, per quest'ultime potrebbe abbattersi una doccia fredda per quanti si aspettavano un maggiore grado di libertà.

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