Luca Zaia favorevole ad istituire un "passaporto sanitario" per coloro che decideranno di effettuare la vaccinazione anti Coronavirus. Il presidente leghista della Regione Veneto entra nel dibattito sul vaccino a poche ora dall'inizio della campagna vaccinale europea e italiana, partita ufficialmente domenica 27 dicembre. La sua posizione è molto netta perché, spiega Zaia, presto le compagnie aeree, gli alberghi, le sale congressi e altre strutture ricettive cominceranno a pretendere la garanzia della avvenuta vaccinazione per permettere l'accesso al pubblico.

Zaia contro il governo: 'Hanno fatto passare il Veneto per un lazzaretto'

La proposta di assegnare un passaporto sanitario a chi si vaccinerà contro il Covid-19, Luca Zaia la lancia dalle colonne del Corriere della Sera nel corso di una recente intervista. Per prima cosa, però, il governatore veneto aggiorna sulla situazione sanitaria nella sua Regione, giudicata al momento "assolutamente seria" visto che, chiosa, "il Covid è un incubo". Fatta questa premessa, però, Zaia punta il dito contro il governo Conte. Vero che, negli ultimi giorni, quella governata da lui è risultata la Regione con il più alto numero di contagi. Numeri che però, assicura, tra qualche giorno saranno più bassi. E allora, annuncia Zaia, "il governo cambierà il modo di registrare i dati".

Il metodo utilizzato finora, infatti, avrebbe "fatto passare il Veneto per un lazzaretto".

Zaia contesta i dati negativi sulla sua Regione

Insomma, secondo Luca Zaia, il Veneto non sarebbe affatto la Regione italiana con il numero più alto di contagi da coronavirus, visto che a suo dire la percentuale tra tamponi effettuati e persone positive sarebbe molto più alta in altre zone del Paese.

Il problema della percentuale così alta rilevata risiederebbe invece nel fatto che i tamponi rapidi non vengono inseriti nel conteggio generale, mentre le persone trovate positive con lo stesso metodo sì. Presto però, annuncia il governatore, "questo cambierà", visto che anche i tamponi rapidi verranno inseriti nel conteggio.

'Vaccino volontario ma necessario passaporto sanitario'

Passando invece a discutere della campagna vaccinale iniziata il 27 dicembre, Luca Zaia specifica che anche lui si vaccinerà "certamente", ma solo quando verrà il suo turno visto che, spiega, "i vaccini nella prima fase servono per chi sta nelle terapie intensive, non per chi sta in ufficio". Zaia crede che una massiccia percentuale di cittadini, circa il 90%, deciderà di vaccinarsi. Ma, allo stesso tempo, si dice convinto che "ormai i tempi siano maturi per un passaporto sanitario". Certo, il vaccino deve essere "volontario", aggiunge, "ma chi rappresenta un rischio per gli altri avrà dei problemi". A questo proposito fa anche degli esempi, ricordando che le compagnie aeree già avrebbero cominciato a richiedere una "garanzia del vaccino" per i loro passeggeri.

E anche "strutture ricettive" come hotel, alberghi e centri congressi potrebbero presto iniziare a fare la stessa cosa.

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