Le nuove ordinanze del Ministero della Salute sono state probabilmente l'ultimo atto dell'ultimo Dpcm, entrato in vigore lo scorso 4 dicembre e la cui efficacia cesserà il prossimo 15 dicembre. Dal 16 ne entrerà in azione uno nuovo. Ad anticiparlo c'è la consueta fase di indiscrezioni e anticipazioni su quelli che potrebbero essere i provvedimenti che si sceglierà di mettere in campo. Tutte le voci però raccontano, inequivocabilmente, quanto i numeri dei contagi preoccupino, soprattutto in funzione dell'andamento dell'epidemia. Questo si tradurrà nell'adozione di strategie restrittive, sulla base di quello che sarà il mantenimento del sistema della tripartizione cromatica del territorio.

Dpcm gennaio: il 2021 si apre con la consapevolezza di dover stringere i denti

Il primo punto attraverso il quale si può parlare di stretta è quello relativo alla catalogazione delle regioni. Con le ultime ordinanze del Ministero della Salute si è perciò scelto di agevolare la retrocessione di ciascun territorio in una fascia di rischio più alta, determinando restrizioni aggiuntive già con la revisione delle linee guida. Prima con indice Rt a 1 si restava in giallo, oggi si va in arancione. In quest'ultima fascia si andava con 1,25, cifra che oggi è sufficiente per finire in rosso.

Dpcm: zona arancione già scattata in 5 regioni

Nulla a che vedere con il lockdown primaverile dello scorso anno, tenuto conto che ci si può anche recare dal parrucchiere e autocertificare lo spostamento.

Senza dimenticare che i negozi non essenziali sono chiusi. Nel nuovo Dpcm, tuttavia, potrebbe essere rinnovata la facoltà di spostarsi una volta al giorno verso una casa privata, a patto che lo si faccia in due persone (al netto di minori di 14 anni e persone non autosufficienti che sono da non contare). Così come si potrà uscire per fare attività motoria nei dintorni della propria abitazione e sportiva anche entro i confini comunali.

Al momento nessuna regione sta vivendo questo regime di lockdown light.

Non se lo augurano certo le cinque realtà regionali finite in zona arancione a partire dall'11 gennaio. In questo caso non si può uscire dal proprio comune, a meno che non si viva in una comunità da meno di cinquemila abitanti e ci si sposti entro un raggio di 30 chilometri (con l'esclusione dei capoluoghi di provincia).

Per questa deroga si attende la proroga nel prossimo provvedimento, oggi valente fino al 15. Proprio in ragione della volontà di limitare gli spostamenti, si sta ipotizzando che, come avvenuto in questo weekend del 9 e 10 gennaio, il prossimo Dpcm possa imporre la zona arancione a tutto il territorio nazionale. L'obiettivo è ovviamente evitare che le persone si muovano nei festivi. Il divieto di mobilità contempla sempre anche il coprifuoco.

La grande novità potrebbe essere rappresentata dal fatto che anche le zone gialle potrebbero vedersi, per qualche settimana, recapitare il divieto di spostamento oltre i confini regionali, prorogando il provvedimento in vigore dal 21 dicembre e già prorogato fino al 15 gennaio. Non a caso da tempo si parla di "zona gialla rafforzata".

Riaperture serali bar e ristoranti e ripresa palestre: il punto della situazione

Le zone gialle sono anche quelle realtà dove bar e ristoranti possono restare aperte in loco dalle 5 alle 18. Oltre quegli orari, come accade altrove possono operare con l'asporto fino alle 22 e con la consegna a domicilio senza limiti di orario.

Il dibattito è ancora aperto e le interlocuzioni con le associazioni di categoria potrebbero regalare ulteriori spazi in cui, almeno per le zone gialle, si possa arrivare a qualcosa di più. Cambiare quello che sembra un destino tracciato non sarà facile, ma qualcosa potrebbe accadere ricordando come nei fine settimana e dunque nei momenti di maggiore fruizione delle attività di ristorazione potrebbe scattare la zona arancione (bar e ristoranti sarebbero chiusi).

Altra questione riguarda palestre e piscine. Nel precedente Dpcm era disposta la chiusura, oggi si inizia ad ipotizzare che possano, quantomeno in gallo, riaprire la loro attività, organizzando però lezioni individuali, magari spalmate nel corso della giornata, con prenotazioni o contingentamenti degli ingressi. Decisivo sarà comunque il parere dei tecnici che valuteranno la possibilità di creare protocolli in grado di limitare fortemente i rischi.

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