Il condono fiscale in un momento di forte sofferenza socio-economica è uno dei provvedimenti del governo Draghi nell'ambito del Decreto Sostegni. La scelta praticata dall'esecutivo presieduto dall'ex presidente della Banca Centrale Europea è stata accompagnata dal consueto coro di dissenso da parte di chi sostiene che provvedimenti di questo tipo finiscono per penalizzare quanti hanno sempre provveduto a rispettare i propri impegni con il Fisco.

Elsa Fornero ospite di DiMartedì

Ad esprimersi sulla questione è stata anche la professoressa Elsa Fornero.

L'ex ministro dell'Economia nel governo Monti fu una delle figure chiave di quell'esecutivo tecnico che nel 2011 fu costretto a chiedere sacrifici agli italiani in nome di una crisi economica che iniziava a farsi stringente.

"Escludo - ha detto nel corso della sua partecipazione a DiMartedì - che l'Unione Europea chieda una Politica di incoraggiamento a condoni. Quando dice usare la politica fiscale, vuol dire usare alleggerimenti del fisco che vuole dire magari ridurre le aliquote fiscali a chi le paga e migliorare il tipo di spesa. Certo non incoraggia i condoni".

"Penso - ha detto Elsa Fornero - che il presidente Draghi abbia accettato questo compromesso perché forse ha un'idea di Paese molto a rischio.

E ha pensato che in questo momento il governo lo fa con chi lo sostiene, una larga maggioranza eterogenea e con valori molto diversi. Avrà pensato: 'qui noi dobbiamo impegnarci al massimo per il piano vaccinazioni' e lo sta facendo, e poi dobbiamo impegnarci al massimo per evitare una crisi economica nell'autunno. Ci sono previsioni di aumento del Pil ma sono abbastanza insoddisfacenti".

Condono, Fornero avrebbe voluto una lacrima di Draghi

"Io - ha proseguito - credo lui abbia detto che dobbiamo concentrarci su queste cose che sono veramente importanti per il Paese e digerire anche questo".

Elsa Fornero, negli ultimi anni, ha spesso subito attacchi da parte di chi gli contesta quella riforma previdenziale che all'epoca spostò in avanti l'età pensionabile per far stare in piedi il sistema.

In quell'occasione l'allora ministro fu da subito cosciente che si era entrati in una stagione in cui si dovevano chiedere dei sacrifici agli italiani e le lacrime versate in una conferenza stampa del tempo sono ormai stria.

"Nel 2011 - ha ricordato - di fronte ad un'altra crisi, in un momento difficilissimo, io ho dovuto chiedere sacrifici agli italiani. Ho versato due lacrime che poi sono state interpretate nelle maniera più diversa, avrei voluto che il presidente Draghi ne facesse una almeno per il principio che è stato violato". "Doveva - ha chiosato - dimostrato il dispiacere".

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