La Cina ha apportato delle modifiche radicali al sistema elettorale di Hong Kong. Modifiche che gli permetteranno di rafforzare ulteriormente il suo controllo sulla città.

La riforma ha quasi dimezzato il numero dei seggi eletti direttamente in Parlamento e i potenziali parlamentari saranno prima controllati da un comitato pro-Pechino. L’obiettivo di questa riforma è di garantire che solo i “patrioti” possono candidarsi.

Tutto ciò suscita molte preoccupazioni e criticità, in quanto alcuni pensano questa riforma sia una mossa da parte di Pechino per cercare di rimuovere l’opposizione dal parlamento e che piano piano porterà alla fine della democrazia.

La leader di Hong Kong, Carrie Lam ha dichiarato che non ci saranno delle esclusioni e che chiunque soddisfi il criterio di “patriota”, potrà candidarsi alle elezioni. Il Comitato di valutazione, quindi, non escluderà i candidati in base alle loro opinioni politiche, ma per candidarsi alle elezioni i candidati dovranno rispettare dei requisiti come: mostrare fedeltà a Hong Kong, dover sostenere la Legge Fondamentale, e attenersi alla legge sulla sicurezza nazionale, emanata da Pechino nel giugno scorso.

Le modifiche del sistema elettorale

Le modifiche apportate al sistema elettorale sono state approvate all’unanimità da parte di 167 membri del Comitato Permanente del Congresso Nazionale del Popolo, massimo organo legislativo della Repubblica popolare cinese, e riguardano le modalità con cui verrà selezionato il capo esecutivo, la massima autorità della città, e le modalità con cui verrà formato il Consiglio Legislativo e il mini-Parlamento.

La riforma, infatti, prevede che la Commissione elettorale, che ha lo scopo di selezionare il capo esecutivo, la massima carica della città, ha la possibilità di scegliere 40 membri del Consiglio Legislativo, il mini-Parlamento, aumenta i suoi componenti da 70 a 90, ma diminuiscono da 35 a 20 i parlamentari direttamente eletti, mentre i membri che verranno espressi dai collegi elettorali delle corporazioni, che saranno a maggioranza pro-Cina, comporranno un terzo del Consiglio Legislativo (quindi saranno 30).

Tutte queste riforme influenzano il modo in cui sarà formato il Consiglio legislativo parlamentare di Hong Kong, rendendo effettivamente più facile escludere i politici che vengono ritenuti critici nei confronti di Pechino, inoltre, in questo modo viene attenuata l’influenza dei politici eletti direttamente dalla popolazione.

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