Giuseppe Conte celebra il successo del no al referendum sulla Giustizia. Il presidente del M5s analizza l'esito della consultazione definendolo una chiara bocciatura per l'esecutivo guidato da Giorgia Meloni, che a suo avviso non avrebbe prodotto alcun cambiamento concreto in quattro anni di amministrazione.

Il discorso di Conte

Secondo l'ex Presidente del Consiglio, i risultati delle urne riflettono le reali apprensioni della cittadinanza, orientata verso necessità ben più stringenti rispetto a quelle proposte dalla maggioranza, specialmente in un momento in cui l'influenza internazionale dell'Italia appare nulla.

Il leader del Movimento 5 Stelle interpreta il responso elettorale come una formale intimazione a lasciare il governo, sottolineando la natura profondamente politica della scelta compiuta dagli elettori.

"Meloni può dire ciò vuole ma non può trascurare che arriva dalla popolazione un avviso di sfratto", sentenzia Conte.

L'analisi del voto

Per Conte, il voto dimostra che il popolo non è disposto a concedere piena libertà d'azione politica al centrodestra sui temi della magistratura, preferendo figure di garanzia rispetto a esponenti governativi attualmente al centro di polemiche.

Passando all'analisi dei dati, Conte evidenzia come l'affluenza sia stata trainata in particolare dalle nuove generazioni, nonostante gli ostacoli posti dal governo per impedire il voto a chi vive lontano dalla propria residenza.

Rivolgendosi direttamente alla Premier, il leader 5 Stelle sostiene che non sia possibile ignorare il fallimento dell'unico progetto di riforma organico presentato e che Palazzo Chigi debba ora farsi carico delle conseguenze politiche della sconfitta.

Ha inoltre ribadito l'inammissibilità della permanenza al Ministero di chi ha avuto rapporti d'affari con figure vicine alla criminalità, richiamando l'attenzione sull'atto di sfiducia già depositato dal suo gruppo.

Riguardo al futuro della coalizione progressista e alla selezione della leadership per la prossima sfida elettorale, Conte ha annunciato l'avvio imminente di una serie di forum democratici. L'obiettivo è quello di collaborare con le altre forze politiche per redigere un programma comune e avviare un confronto esteso che permetta di scegliere il profilo più autorevole e rappresentativo per guidare lo schieramento.