Durante l'ultima puntata di Dimartedì su La7, si è consumato un durissimo botta e risposta tra il numero uno del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte il giornalista Alessandro Sallusti. Al centro della disputa l'operato a Palazzo Chigi di Giorgia Meloni e il referendum sulla giustizia fissata per fine marzo.
Lo scontro tra Sallusti e Conte
Il giornalista Sallusti ha preso le parti della maggioranza difendendo con foga la Premier, arrivando a scagliarsi contro l'ex Presidente del Consiglio citando un vecchio giudizio di Beppe Grillo.
Il giornalista ha accusato il leader pentastellato di essere un abile manipolatore del pensiero altrui, paragonandolo al "Mago di Oz" e tacciandolo di non avere rispetto.
Spostando il focus sul referendum, Conte ha espresso i motivi della sua opposizione, sostenendo che l'attuale amministrazione abbia palesato l'intenzione di arginare quella che definiscono un'interferenza insostenibile delle toghe.
L'ex premier ha argomentato che la vera supremazia delle istituzioni non dovrebbe servire a evitare le indagini, ma a prendere posizioni coraggiose su scala globale, citando il rifiuto di proteggere sospetti criminali di guerra (il riferimento è al caso Al Masri).
Su questo punto, Sallusti ha negato fermamente l'esistenza di un eccidio pianificato a Gaza, negando la definizione di genocidio e attribuendo invece a Trump la cessazione delle ostilità.
Quando Conte ha citato le migliaia di vittime civili, il giornalista ha risposto che l'entità dei decessi non permette di parlare di sterminio etnico, etichettando l'accaduto semplicemente come una conseguenza belli
Giustizia e polemiche parlamentari
Il dibattito è poi degenerato sul fronte degli scandali interni alla magistratura. Conte ha evidenziato come, a differenza di diversi magistrati radiati, alcuni parlamentari siano stati protetti dal voto delle camere per evitare l'utilizzo di prove nei loro confronti. Ha denunciato una deriva dei partiti che cercherebbero di sottomettere il potere giudiziario per garantirsi l'impunità.
Sallusti ha tentato di legare l'ex Premier agli esponenti coinvolti nello scandalo Palamara chiamandoli suoi alleati, ma la replica è stata netta: il leader M5S ha ricordato che all'epoca dei fatti la sua forza politica non condivideva il governo con il PD, invitando il giornalista a guardare piuttosto ai casi giudiziari che coinvolgono gli attuali membri dell'esecutivo.
Lo scontro è poi andato avanti con Sallusti che ha accusato Conte di fare "il venditore di pentole“. Il leader del M5s non si è fatto attendere: "Stia attento a come parla con me”.