Il Governo italiano ha accolto con grande soddisfazione l'approvazione unanime in Senato della proposta di legge che istituisce la Giornata nazionale in memoria dei giornalisti uccisi a causa del loro lavoro. La decisione, presa il 29 aprile 2026, è stata definita un riconoscimento dovuto e atteso da molti anni. Da quest'anno, ogni 3 maggio, l'Italia renderà omaggio a tutti quei professionisti dell'informazione che hanno sacrificato la propria vita per garantire il diritto dei cittadini ad essere informati, sia sul territorio nazionale che all'estero.

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha ricordato alcune delle figure più emblematiche del giornalismo italiano cadute nell’esercizio della professione. Tra questi, ha menzionato Cosimo Cristina, Mauro De Mauro, Giovanni Spampinato, Peppino Impastato, Mario Francese, Giuseppe Fava, Mauro Rostagno, Beppe Alfano, Giancarlo Siani, Walter Tobagi, Ilaria Alpi, Miran Hrovatin, Marco Luchetta, Alessandro Saša Ota, Dario D’Angelo, Antonio Russo, Enzo Baldoni, Andrea Rocchelli, Maria Grazia Cutuli e Almerigo Grilz. Meloni ha enfatizzato il dovere di onorare questi «uomini e donne che hanno messo la propria passione e la propria professionalità al servizio di tutti noi».

Le iniziative della nuova legge

La nuova normativa stabilisce che il 3 maggio di ogni anno sarà dedicato alla commemorazione dei giornalisti caduti, in coincidenza con la Giornata mondiale della libertà di stampa. La legge prevede che le istituzioni a ogni livello – Stato, regioni, città metropolitane e comuni – possano promuovere iniziative specifiche, eventi pubblici e altre attività a sostegno della libertà di stampa e per riconoscere il ruolo fondamentale del giornalismo. Università, scuole di giornalismo e altre istituzioni educative avranno la facoltà di organizzare lezioni dedicate, focalizzandosi anche sull'articolo 21 della Costituzione italiana, che tutela la libertà di espressione e di stampa.

La legge introduce anche campagne istituzionali mirate a contrastare l’odio e le minacce rivolte alle giornaliste, includendo azioni specifiche contro gli attacchi basati sull’aspetto fisico. Inoltre, il servizio pubblico radiotelevisivo sarà tenuto a dedicare spazi di programmazione alle storie dei professionisti dell'informazione che hanno perso la vita.

Le reazioni del mondo giornalistico e politico

La proposta di legge, inizialmente presentata dal deputato Paolo Emilio Russo, ha ricevuto un’approvazione unanime che lo stesso Russo ha definito «un segnale particolarmente significativo di attenzione verso una professione che ha dato un contributo prezioso alla nostra democrazia» e «un tributo a chi ha sacrificato la propria vita per difendere il diritto dei cittadini ad essere informati».

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI) ha espresso un accoglimento positivo della legge, pur sottolineando le difficoltà persistenti che affliggono la categoria. Tra queste, la FNSI ha evidenziato la precarietà lavorativa, i bassi salari, le pene detentive per diffamazione e le cause temerarie, fattori che possono limitare la piena libertà di stampa.