L'Iran avrebbe avanzato una proposta articolata nella sua risposta agli Stati Uniti, delineando un percorso per la gestione delle tensioni nell'area del Golfo e del suo programma nucleare. La proposta, emersa il 18 maggio 2026, indicherebbe la volontà di Teheran di negoziare una tregua prolungata e articolata in più fasi.

Tra i punti salienti di questa iniziativa iraniana, figura la richiesta di un'apertura graduale e sicura dello Stretto di Hormuz. Questa apertura prevedrebbe un ruolo garantito per Pakistan e Oman in caso di eventuali attriti, un elemento chiave per la sicurezza delle rotte marittime e la stabilità regionale.

Inoltre, Teheran si sarebbe dichiarata disponibile ad accettare un lungo periodo di congelamento del proprio programma nucleare, anziché uno smantellamento completo.

Tale disponibilità sarebbe tuttavia subordinata a una condizione specifica: il trasferimento dell'uranio altamente arricchito, stimato in 400 chilogrammi, in Russia anziché negli Stati Uniti. Questa clausola evidenzia la complessità delle trattative e la ricerca di garanzie da parte iraniana.

I dettagli della proposta e le concessioni economiche

Per quanto riguarda i risarcimenti, Teheran avrebbe modificato la propria posizione iniziale. Invece di richieste dirette, l'Iran punterebbe ora a ottenere concessioni economiche. Questo cambiamento strategico suggerisce un approccio più pragmatico nella ricerca di benefici tangibili dalle negoziazioni.

Il coinvolgimento di Pakistan e Oman nella gestione dello Stretto di Hormuz non è solo un dettaglio procedurale, ma un vero e proprio elemento di garanzia. La loro presenza mirerebbe a rafforzare la sicurezza delle rotte marittime internazionali e a contribuire alla stabilità generale della regione, cruciale per il commercio globale.

Il contesto delle trattative e la distanza tra le parti

Nonostante la proposta iraniana, il contesto delle trattative rimane estremamente complesso, con le parti ancora significativamente distanti su diversi punti chiave. Gli Stati Uniti e l'Iran non hanno ancora raggiunto un accordo per porre fine alle settimane di conflitto e riaprire lo Stretto di Hormuz, una situazione che continua a generare preoccupazione.

Il presidente statunitense Donald Trump ha espresso pubblicamente la propria frustrazione per la situazione, con dichiarazioni ferme: "For Iran, the Clock is Ticking, and they better get moving, FAST, or there won’t be anything left of them. TIME IS OF THE ESSENCE!". Questa presa di posizione sottolinea l'urgenza percepita da Washington e la pressione su Teheran.

L'evoluzione di queste trattative è seguita con grande attenzione a livello globale, non solo per le implicazioni geopolitiche, ma anche per le possibili ripercussioni economiche che un prolungamento del conflitto o un mancato accordo potrebbero avere sui mercati internazionali.