WASHINGTON, 18 giugno 2026 – L'Iran si appresta a invitare l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) a ispezionare i suoi siti nucleari e ad avviare l'identificazione e lo scavo dei depositi di materiale arricchito. Lo ha annunciato Steve Witkoff, inviato di Donald Trump, durante un briefing a porte chiuse tenutosi al Congresso. Witkoff ha chiarito che una lettera ufficiale al direttore generale dell'AIEA, Rafael Mariano Grossi, sarà lo strumento per questa iniziativa, cruciale per consentire l'ingresso di ispettori statunitensi a Teheran, per una supervisione internazionale più diretta e trasparente del programma nucleare iraniano.

Dettagli dell'invito e del briefing

Durante l'incontro riservato con i leader del Congresso e le commissioni per la sicurezza nazionale, Witkoff ha precisato che, sebbene non siano previsti accordi collaterali nel memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran, l'invito agli ispettori dell'AIEA sarà formalizzato tramite una lettera separata. Questa comunicazione, redatta tra Teheran e l'Agenzia e destinata al direttore generale Grossi, è concepita per estendere l'accesso e facilitare le verifiche da parte degli ispettori internazionali, inclusi quelli statunitensi, direttamente nella capitale iraniana.

Il contesto delle richieste urgenti dell'AIEA

La decisione iraniana si inserisce in un quadro di crescenti pressioni internazionali.

Il Consiglio dei Governatori dell'AIEA ha infatti recentemente approvato una risoluzione che esorta con urgenza l'Iran a cooperare pienamente, fornendo informazioni complete sul suo stock di materiale nucleare vicino al grado bellico e concedendo accesso ai siti nucleari. Tali misure, come evidenziato nel documento dell'AIEA, sono considerate "essenziali e urgenti" per verificare l'assenza di deviazioni di materiale nucleare dal suo uso pacifico. L'invito annunciato da Witkoff potrebbe rappresentare una risposta diretta a queste pressanti richieste, favorendo maggiore trasparenza e controllo internazionale sul programma nucleare iraniano.