Giorgia Meloni è intervenuta all’assemblea di Confindustria tornando sul tema delle spese per la difesa e ribadendo la propria posizione. La premier ha sottolineato la necessità di affrontare con chiarezza una questione che, ha ammesso, resta poco popolare nel dibattito pubblico italiano.

"Sul tema delle spese della difesa, ho detto e lo ripeto, non ho affatto cambiato atteggiamento, benché sappia molto bene quanto il tema in Italia sia impopolare. Io penso anche che un leader serio debba dire la verità. La verità è che se non ti sai difendere, se chiedi a qualcun altro di garantire la tua sicurezza, lo pagherai in termini di autonomia, in termini di capacità di difendere i tuoi interessi nazionali".

Meloni ha poi allargato il ragionamento al contesto economico e sociale, evidenziando la necessità di trovare un equilibrio tra sicurezza e sostegno al sistema produttivo.

"Io voglio che l'Italia sia una nazione libera, ma dall'altra parte - ha aggiunto - so anche che se noi oggi non aiutiamo le famiglie e le imprese a superare l'impatto di una crisi che è significativa, rischiamo che domani non ci sia più niente da difendere in questa nazione. E quindi dobbiamo creare un equilibrio tra due necessità".

Difesa nazionale e sostegno economico: un equilibrio cruciale

Meloni ha enfatizzato l’urgenza di trovare un bilanciamento tra la necessità di rafforzare la difesa nazionale e l'indispensabile supporto a famiglie e imprese.

Ha evidenziato come l’attuale crisi richieda interventi concreti per prevenire ripercussioni negative sul tessuto economico e sociale del Paese. Secondo la presidente del Consiglio, la protezione degli interessi nazionali si concretizza sia attraverso una robusta capacità di autodifesa sia creando condizioni propizie per la ripresa economica.

Nel suo intervento, la premier ha anche toccato il tema della competitività, collegando la ripresa della produzione nucleare alla possibilità di potenziare il sistema produttivo italiano. Ha annunciato l’approvazione, entro l’estate, di una legge delega e dei relativi decreti attuativi volti a rilanciare il nucleare come fondamentale leva di competitività per l'Italia.

Critiche all'Unione Europea e rilancio del Mezzogiorno

Durante l’assemblea, Meloni ha espresso critiche decise nei confronti dell’Unione europea, definendola un "gigante burocratico" che, a suo giudizio, ha sacrificato la competitività e la crescita strategica in favore di "approcci ideologici e tecnocratici". Ha esortato l’Europa a "fare meno e meglio", sottolineando l'importanza di ridurre la burocrazia e di rafforzare la voce dell’Unione nel panorama globale.

Un altro punto focale del discorso della presidente del Consiglio ha riguardato il Sud Italia. Meloni ha sostenuto che, se lo Stato riuscirà a creare condizioni favorevoli, il Mezzogiorno potrà trasformarsi in un vero e proprio traino per l'intero Paese.

In questa prospettiva, ha annunciato lo studio di meccanismi tecnici mirati all’estensione delle Zone Economiche Speciali (ZES) su tutto il territorio nazionale e l’introduzione di un sistema di iperammortamento per gli investimenti, misure volte a stimolare lo sviluppo e l'occupazione.