Gli ultimi orientamenti di voto registrati dall'istituto SWG per il telegiornale di La7 evidenziano un quadro politico in movimento, caratterizzato da una parziale contrazione del primo partito italiano e da un parallelo recupero delle principali forze di opposizione.

Cala Fratelli d'Italia, crescono PD e M5S

All'interno della prima fascia di consenso si assiste a un accorciamento delle distanze tra la forza di maggioranza relativa e i segmenti dell'opposizione. Fratelli d’Italia subisce la flessione più marcata della settimana, cedendo lo 0,4% e scendendo al 28,1% delle preferenze.

Il Partito Democratico capitalizza la frenata del principale avversario e mette a segno una crescita dello 0,3%, portandosi al 22,5%. Il Movimento 5 Stelle consolida la terza posizione con un incremento dello 0,2%, che spinge la formazione guidata da Giuseppe Conte al 12,7%.

Nelle retrovie dello schieramento di governo si registrano lievi oscillazioni negative o fasi di stallo, mentre l'area ecologista mostra un piccolo arretramento: Forza Italia lascia sul terreno due decimali rispetto alla precedente rilevazione, calando al 7,4% (-0,2%). L'Alleanza Verdi e Sinistra fa registrare un lieve calo di un decimo, assestandosi al 6,6%. La Lega di Matteo Salvini non evidenzia variazioni di rilievo, rimanendo stabile al 6,0%.

Sale il partito di Vannacci

In questo sondaggio i movimenti e i partiti sotto la soglia del 5% si muovono con dinamiche differenti le forze centriste e le liste di orientamento sovranista. Futuro Nazionale si conferma in salute ed evidenzia una crescita dello 0,2%, salendo al 4,3% complessivo.

Azione mantiene inalterato il proprio bacino elettorale, confermandosi al 3,5%. Italia Viva recupera un decimale e si porta al 2,5% (+0,1%). Rimangono stabili sia +Europa (all'1,4%) sia la lista di Noi Moderati (all'1,3%). Il comparto delle Altre Liste si contrae minimamente, posizionandosi al 3,7% (-0,1%).

Infine, l'indicatore più significativo sul piano della partecipazione democratica riguarda la quota di elettori che sceglie di non esprimersi, che fa registrare un balzo in avanti di due punti percentuali, passando dal 27% al 29%.