Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha espresso apprezzamento per il sostegno degli Stati Uniti, ma ha contestualmente sottolineato la necessità di una piena autonomia negli armamenti per Israele. "Dobbiamo liberarci dalla dipendenza e costruire un nostro sistema autonomo di armamenti", ha dichiarato, rafforzando la capacità difensiva nazionale. Netanyahu ha richiamato l'attenzione sulla situazione con l'Iran e i suoi alleati: "Li abbiamo colpiti. Non è ancora finita, ma dipende dalla nostra forza". Ha enfatizzato l'importanza della forza militare per il futuro del Paese, affermando che "dove saremo tra 30 anni dipende dalla nostra forza".
Contesto di tensioni regionali con Teheran e gruppi come Hezbollah.
Israele, USA e Iran
Netanyahu ha ribadito che Israele e gli Stati Uniti sono nazioni indipendenti, guidate dai propri interessi nazionali. Pur collaborando, i due governi mantengono sovranità e autonomia decisionale. La principale responsabilità è la sicurezza di Israele, con rispetto reciproco tra le leadership anche in caso di divergenze.
Riferendosi all'Iran, Netanyahu ha ricordato che Israele ha condotto, con le forze armate statunitensi, una delle più grandi operazioni aeree della sua storia, colpendo infrastrutture nucleari iraniane e la "asse del terrore". Ha riaffermato l'impegno a impedire all'Iran di dotarsi di armi nucleari, indipendentemente dai negoziati USA-Iran.
Sicurezza in Libano: focus su Hezbollah
Netanyahu ha riaffermato la necessità di mantenere una presenza militare israeliana nel sud del Libano per la protezione dei cittadini. Il conflitto non è con lo Stato libanese, ma con il gruppo Hezbollah, sostenuto dall'Iran. Ha espresso la speranza di pace futura con il Libano, qualora Hezbollah non sia più una minaccia.
Le dichiarazioni di Netanyahu si inseriscono in un quadro di negoziati tecnici in Svizzera tra Stati Uniti e Iran, riguardanti il cessate il fuoco in Libano, la sicurezza nello Stretto di Hormuz e i colloqui su un possibile accordo nucleare.