Una forte tensione ha caratterizzato la seduta della commissione Affari istituzionali dell'Assemblea regionale siciliana (Ars), durante l'esame del disegno di legge sulla riforma della dirigenza regionale. La discussione si è accesa sugli emendamenti proposti dal governo, mirati a chiarire aspetti normativi. Il ritiro di tali emendamenti ha causato una netta spaccatura in Forza Italia e ha portato l'opposizione ad abbandonare i lavori, evidenziando un profondo disaccordo.
Alla seduta erano presenti l'assessore alla Funzione pubblica, Elisa Ingala, il segretario generale della Regione, Ignazio Tozzo, e il dirigente generale della Funzione pubblica, Salvatrice Rizzo.
Questi hanno espresso significative perplessità sugli emendamenti predisposti dall’ufficio di gabinetto del presidente della Regione. Il nodo cruciale riguarda la norma che istituisce un elenco bloccato di trentatré direttori generali, i quali, di fatto, assumerebbero una carica a vita. Tale proposta consentirebbe il transito in prima fascia anche a direttori di terza fascia, superando la legislazione nazionale che richiede almeno cinque anni di servizio in seconda fascia per la promozione.
Le critiche e le posizioni emerse
Il deputato Marco Intravaia ha votato contro la proposta, dichiarando: “È una norma pensata per pochi eletti e per salvaguardare una casta, mentre la Sicilia ha bisogno che siano applicati principi meritocratici subito e senza giri di parole”.
La norma contestata, se approvata, porterebbe alla saturazione di tutti i posti disponibili in pianta organica, precludendo l'accesso a candidati esterni e ad altri dirigenti in seconda fascia. La vicenda ha rivelato una profonda divisione politica e istituzionale all'interno della commissione, con il governo regionale e parte della maggioranza in disaccordo sulle modalità di selezione e promozione dei dirigenti generali.
Il ruolo della commissione Affari istituzionali
La commissione Affari istituzionali dell’Ars svolge un ruolo centrale nella valutazione e nell’esame dei disegni di legge relativi all’organizzazione e al funzionamento della pubblica amministrazione regionale. Composta da deputati di diverse appartenenze politiche, analizza i testi normativi, propone emendamenti e formula pareri prima dell’approvazione definitiva in aula. Le sue sedute sono spesso un momento di confronto cruciale tra maggioranza e opposizione su temi chiave per la governance regionale, come evidenziato dalla discussione sulla riforma della dirigenza.