La proposta di modifica dei confini del collegio senatoriale Bolzano-Bassa Atesina, avanzata nell'ambito di una più ampia riforma della legge elettorale, sta generando un significativo malcontento all'interno della Südtiroler Volkspartei (Svp). Questa riorganizzazione territoriale prevede il trasferimento di cinque comuni dell'Oltradige al collegio di Merano-Val Venosta, mentre un comune della Bassa Atesina verrebbe assegnato al collegio di Brunico-Val Pusteria. Tali spostamenti hanno innescato una serie di reazioni critiche e preoccupazioni profonde tra gli esponenti del partito.

Un segnale tangibile di questa tensione interna è rappresentato dalla decisione del sindaco di Trodena, Michael Epp, di abbandonare la piattaforma conservatrice Plattform Heimat della Svp. Epp non ha escluso la possibilità di un'uscita definitiva dal partito, evidenziando la serietà delle divisioni. Di fronte a questa situazione di crescente agitazione, la direzione della Volkspartei ha ritenuto necessario convocare una riunione straordinaria per affrontare la questione e cercare un chiarimento interno.

Le Reazioni Interne e le Critiche al Provvedimento

Le voci di dissenso sono state chiare e decise. L'ex senatore Oskar Peterlini, che in passato è stato eletto proprio nel collegio oggetto della controversia, ha espresso una ferma condanna, dichiarando che la modifica proposta «viola in modo grave il Pacchetto d'autonomia».

Peterlini ha ricordato come la delimitazione dei collegi senatoriali sia stata il frutto di lunghe e complesse trattative, sottolineando che il Pacchetto mira a fornire un'«agevolazione» per entrambi i gruppi linguistici presenti in Alto Adige, e non una mera garanzia. Questa distinzione è cruciale per comprendere la portata delle sue critiche.

Anche l'associazione degli ex eletti della Svp ha manifestato toni duri e preoccupati. L'ex senatore Karl Zeller, con un commento che riflette un senso di impotenza e disillusione, ha affermato che «possiamo solo metterci sulla riva dell'Adige e aspettare il testo che Roma manderà effettivamente a Vienna». Questa dichiarazione evidenzia la percezione di un processo decisionale che sfugge al controllo locale.

Nel frattempo, l'emendamento proposto da Dieter Steger (Svp), già votato alla Camera dei Deputati e ora in attesa di passaggio al Senato, prevede uno scambio di note diplomatiche con l'Austria riguardo alla questione, un ulteriore elemento che sottolinea la delicatezza politica e internazionale della vicenda.

Il Contesto Normativo: Il Ruolo del Pacchetto Alto Adige del 1992

La suddivisione del collegio senatoriale di Bolzano-Bassa Atesina non è una questione di recente istituzione, ma è storicamente e giuridicamente radicata nel cosiddetto «Pacchetto Alto Adige». Questa è una legge statale risalente al 1991, la quale definisce in maniera precisa la composizione del collegio, includendo i suoi diciotto comuni, che spaziano da Aldino a Vadena.

La rilevanza di questa disposizione è ulteriormente accentuata dal fatto che tale suddivisione fu ufficialmente trasmessa all'Austria e successivamente sancita nel 1992 con la cosiddetta «quietanza liberatoria». Questo atto ha conferito alla delimitazione dei collegi un carattere di accordo internazionale.

Proprio in virtù di questo contesto storico e normativo, l'ex senatore Peterlini ha ribadito con forza che la modifica dei confini del collegio non può essere apportata unilateralmente. La sua argomentazione si basa sulla natura pattizia e internazionale del Pacchetto Alto Adige e della quietanza liberatoria, che richiederebbero un consenso più ampio per qualsiasi alterazione significativa, trascendendo la semplice legislazione interna e toccando gli accordi internazionali che tutelano l'autonomia della provincia di Bolzano.