Il senatore statunitense Rubio ha lanciato un chiaro avvertimento, dichiarando che l'Iran, o quantomeno una parte significativa delle sue istituzioni, manifesta l'intenzione di esercitare un controllo sullo Stretto di Hormuz e di impiegarlo come una leva strategica nei confronti della comunità internazionale. Rubio ha sottolineato con fermezza che gli Stati Uniti continueranno a fare quanto necessario per proteggere la navigazione globale, un interesse fondamentale per l'economia mondiale. Tuttavia, ha sollecitato gli altri Paesi a incrementare in modo sostanziale il proprio contributo, sia in termini di mezzi operativi sia di risorse finanziarie, per sostenere questo onere collettivo e garantire la stabilità marittima.
L'appello di Rubio per una maggiore partecipazione internazionale
Rubio ha evidenziato che la responsabilità della sicurezza e della libera circolazione nello Stretto di Hormuz non può e non deve ricadere esclusivamente sulle spalle degli Stati Uniti. Ha invitato gli altri Paesi a fornire un supporto più concreto e tangibile, sottolineando che la protezione della navigazione globale è un interesse condiviso da un'ampia coalizione di nazioni. «Gli Stati Uniti fanno e continueranno a fare quello che è necessario per proteggere la navigazione globale, ma gli altri Paesi devono cominciare a fare di più e fornire mezzi o risorse finanziarie per contribuire a questo onere», ha dichiarato, rimarcando l'urgenza di un impegno multilaterale.
Contesto diplomatico e la posizione internazionale sullo Stretto
La recente visita di Rubio nei Paesi del Golfo ha rappresentato la prima missione diplomatica di alto livello successiva all'accordo quadro tra Stati Uniti e Iran. Durante il suo viaggio, Rubio ha partecipato a un cruciale incontro del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) tenutosi a Manama, in Bahrain. In tale occasione, è stato ribadito con forza il principio fondamentale secondo cui le vie d'acqua internazionali non appartengono a nessuno Stato sovrano. Il senatore Rubio ha espresso un serio avvertimento, paventando che l'eventuale introduzione di pedaggi iraniani per il transito nello Stretto di Hormuz potrebbe diffondersi ad altri passaggi strategici a livello globale, come una contagio, minando la libertà di commercio e navigazione.
Al termine dell'incontro ministeriale, gli Stati Uniti e i Paesi del Golfo hanno diffuso una dichiarazione congiunta che ha ribadito il loro netto rifiuto di qualsiasi tassa o restrizione imposta dall'Iran sul transito nello Stretto di Hormuz. La dichiarazione ha inoltre specificato che ogni scambio commerciale con Teheran resta strettamente condizionato al pieno rispetto del memorandum d'intesa (MoU) firmato con gli Stati Uniti e alla cessazione di quelli che sono stati definiti comportamenti destabilizzanti nella regione. Tra questi, sono stati esplicitamente menzionati i missili balistici, i droni e il supporto a gruppi alleati regionali. Il documento ha infine ribadito con enfasi che il passaggio libero e senza ostacoli attraverso lo Stretto di Hormuz rimane un elemento critico e insostituibile per la sicurezza regionale e globale.